Di Luca Franceschi
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Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Agricoltura della Camera, sottolinea l’importanza strategica del rafforzamento dell’attività dell’ICQRF, organismo che rappresenta uno dei principali presìdi dello Stato per la tutela della qualità agroalimentare italiana. Secondo Almici, i prodotti contraffatti non comportano soltanto un danno economico: dietro ogni falso c’è un agricoltore che vede svilito il proprio lavoro, un’impresa che subisce una concorrenza sleale e un consumatore che viene ingannato.
Il Report Attività 2025 dell’ICQRF conferma che investire nei controlli significa effettivamente tutelare il Made in Italy e rendere più competitivo l’intero comparto agroalimentare. Nel corso del 2025, l’organismo ha effettuato 54.913 controlli lungo tutta la filiera, con 10.837 controlli analitici e oltre 367.000 determinazioni di laboratorio, evidenziando un’attività sempre più basata su competenze scientifiche e strumenti tecnologicamente avanzati.
Sul fronte repressivo, i risultati sono significativi: sono state contestate 5.559 violazioni amministrative, eseguiti 497 sequestri per un valore complessivo superiore a 47,8 milioni di euro e trasmesse 132 notizie di reato all’autorità giudiziaria. Particolarmente rilevante è anche l’incremento dei controlli sulle pratiche commerciali sleali, passati da 488 nel 2023 a 3.536 nel 2025, a conferma di un’azione sempre più incisiva a tutela delle imprese agricole.
Meritevole di attenzione è anche il focus sulle produzioni certificate: oltre 17.000 controlli hanno riguardato le DOP e le IGP dei comparti alimentare e vitivinicolo, patrimonio che rappresenta nel mondo la qualità delle produzioni italiane.
L’annunciato rafforzamento dell’organico dell’ICQRF, sostiene Almici, va nella direzione corretta. Un maggior numero di ispettori comporterebbe una maggiore capacità di prevenire e reprimere frodi, contraffazioni, evocazioni indebite e pratiche commerciali sleali, garantendo condizioni di concorrenza leale per le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Come componente della Commissione Agricoltura, Almici promette di continuare a sostenere tutte le iniziative che rafforzano la tracciabilità, la trasparenza e la qualità delle produzioni agroalimentari italiane. Difendere il Made in Italy, conclude, significa difendere il reddito degli agricoltori italiani, la competitività delle imprese e la fiducia dei consumatori.
