Di Luca Franceschi
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L’inchiesta odierna pubblicata dal Giornale solleva nuovi interrogativi sulla mafia-appalti, quella stessa indagine su cui stava lavorando il giudice Paolo Borsellino. Il quotidiano milanese ha reso pubblico un documento che attesta come il magistrato, ucciso dalla mafia nel 1992, avesse esaminato un fascicolo relativo all’omicidio di un imprenditore perpetrato da Cosa Nostra.
La pista sui rapporti tra imprenditori e crimine organizzato rappresentava una linea investigativa centrale per Borsellino, che continuò a indagarvi fino al giorno precedente la strage di Via D’Amelio. Nonostante l’importanza di queste ricerche, la Procura di Palermo le sottovalutò, sebbene proprio tali investigazioni costassero la vita al magistrato.
In questo contesto, il senatore di Fratelli d’Italia Sandro Sisler, che ricopre l’incarico di vicepresidente della Commissione Giustizia al Senato e fa parte della Commissione bicamerale Antimafia, ha rivolto un appello diretto. Sisler chiede al senatore Scarpinato, il quale aveva sottoscritto l’archiviazione dell’inchiesta mafia-appalti durante quel periodo, di rendere pubblico ciò che conosce in merito alla vicenda.
Secondo Sisler, il momento presente impone questa trasparenza, e la necessità di fare chiarezza su uno dei capitoli più drammatici della storia della Repubblica italiana prevalica ogni considerazione polemica, rendendo indispensabile che i dettagli di questa storia vengano finalmente portati alla luce.
