Di Luca Franceschi
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Il senatore Raoul Russo di Fratelli d’Italia, componente della Commissione bicamerale Antimafia, interviene nel dibattito sulle indagini relative alle stragi di mafia. Secondo Russo, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte commette un errore sostanziale nel suo intervento, poiché entra in contraddizione diretta con le conclusioni del procuratore Carmelo De Luca. Russo sostiene che Conte distorca la realtà con l’obiettivo di continuare a difendere la posizione del magistrato Piero Scarpinato.
A questo proposito, il senatore ricorda che è proprio la procura di Caltanissetta, di cui De Luca fa parte, a riconoscere la pista mafia e appalti come una delle possibili concause delle stragi che hanno insanguinato il Paese negli anni novanta.
Durante gli ultimi tre anni di governo, continua Russo, la Commissione Antimafia ha intrapreso l’esame approfondito di quegli stessi filoni investigativi che altri avrebbero colpevolmente trascurato nel corso degli anni. L’impegno profuso dalla Commissione non ha comportato omissioni: nessuna pista è stata tralasciata, così come nessun documento potenzialmente utile è stato ignorato.
L’azione svolta dalla Commissione e dalla sua presidente Caterina Colosimo non conosce ostacoli, sottolinea Russo, neanche dinanzi alle accuse ritenute infondate. L’obiettivo dichiarato è accertare la verità sui fatti che hanno caratterizzato la procura di Palermo durante quel periodo, descritto come un ambiente corrotto e collusivo.
Il lavoro della Commissione nasce, secondo Russo, anche dalla richiesta esplicita avanzata dai familiari delle vittime Borsellino e Falcone, che chiedono di portare alla luce la verità occultata in precedenza. Come prova dell’importanza di tale sforzo investigativo, Russo rimanda alle manifestazioni di solidarietà e di ricerca della verità che si sono svolte a Palermo.
