Di Luca Franceschi
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Nel ricordo delle vittime delle Foibe e dell’Esodo istriano, giuliano e dalmata, si è svolta la celebrazione del Giorno del Ricordo presso il Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza. L’evento rappresenta un momento di forte esercizio di memoria collettiva, volto a richiamare l’attenzione su una pagina drammatica della storia repubblicana italiana che per lungo tempo è stata sminuita, giustificata e tenuta nell’ombra.
La tragedia delle Foibe e le vicissitudini legate all’Esodo costituiscono una ferita profonda che continua a sanguinare nella memoria collettiva. Secondo quanto dichiarato, per troppi anni la narrativa di sinistra ha operato una divisione tra vittime di serie A e vittime di serie B, tradendo la memoria del popolo giuliano dalmata che ha subito persecuzioni ed esecuzioni comuniste titine. Un atteggiamento ritenuto inaccettabile che rende necessario impegnarsi quotidianamente, in particolare nelle scuole, per restituire la giusta dignità storica a quelle persone e alle loro famiglie.
Questo impegno di ricordo si concretizza attraverso iniziative come il Treno del Ricordo, una mostra itinerante che rimane attiva fino al primo marzo per sensibilizzare l’Italia sul dramma dell’Esodo, partendo proprio da Trieste. Come rappresentanti delle istituzioni, il compito prioritario non è solo ricordare, ma soprattutto impedire che questo ricordo venga nuovamente relegato all’oblio.
Nel corso della celebrazione sono state riconosciute le associazioni degli Esuli, le associazioni d’Arma e la Lega Nazionale di Trieste per aver mantenuto vivo lo spirito e le radici delle comunità locali. È stato inoltre apprezzato il gesto del Governo Meloni che ha illuminato Palazzo Chigi con il tricolore e la scritta “Io ricordo”, un concetto che sottolinea l’impegno a non dimenticare quanto accaduto.
