Di Luca Franceschi
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Il sindaco Possamai sostiene che la Tav verso est è ferma per mancanza di finanziamenti. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Silvio Giovine, deputato di Fratelli d’Italia, la realtà è ben diversa. Gli euro necessari sono effettivamente disponibili, ma rimangono inutilizzati a causa dell’assenza di scelte decisionali da parte dell’amministrazione comunale.
A titolo di esempio, Giovine evidenzia come siano stati stanziati 25 milioni di euro per la progettazione del nodo di Vicenza, di cui solamente 600mila sono stati utilizzati fino ad oggi. Questa situazione sarebbe il diretto risultato della mancata decisione di Palazzo Trissino. Secondo il deputato, attribuire la responsabilità del fermo al Ministero rappresenta un esercizio di propaganda che i cittadini vicentini non meritano di ricevere.
Il paradosso emerge chiaramente dalle scelte amministrative in corso. Se da un lato le demolizioni procedono rapidamente a San Lazzaro con l’abbattimento di condomini, dall’altro la progettazione del tratto urbano della Tav rimane bloccata. Inoltre proseguono decisioni ritenute sbagliate sulla Brenta Rapid Transit, come l’apertura del doppio senso in Corso San Felice. In sostanza, viene demolito senza una chiara visione di cosa verrà costruito in seguito, riflettendo il metodo di un’amministrazione che evita di decidere e successivamente ricerca responsabili a livello nazionale.
Un approccio diverso è stato adottato dai sindaci di Torri di Quartesolo, Grumolo delle Abbadesse e Grisignano di Zocco. Questi amministratori hanno conseguito risultati concreti per i rispettivi territori attraverso il dialogo costruttivo con il Ministero delle Infrastrutture, piuttosto che alimentando polemiche. Essi sono pronti a sottoscrivere il progetto definitivo e desiderano procedere, ma restano in attesa che Vicenza risolva una questione che dipende esclusivamente dalle sue scelte.
Gli effetti economici del ritardo sono quantificabili e significativi. Secondo i dati emersi dall’interlocuzione tra i sindaci e i vertici di Iricav e Rfi, ogni anno di ritardo comporta mancati introiti superiori a un miliardo di euro per Rfi. Questo dato concreto rappresenta il costo reale dell’immobilismo amministrativo. Il rallentamento, precisa Giovine, non è stato generato dal Governo, che ha investito sull’Alta velocità come nessuno prima d’allora, bensì da un’amministrazione comunale che in due anni non ha portato a termine neppure una decisione fondamentale.
Giovine sottolinea che il Ministero ha compiuto tutto ciò che gli competeva. Pertanto, chiede al sindaco di Vicenza un gesto di responsabilità: meno conferenze stampa rivolte contro il Governo e maggior impegno nella progettazione per la crescita e lo sviluppo del territorio. Conclude affermando che i vicentini valuteranno l’operato sulla base dei fatti concreti, non sulla base di slogan politici.
