Di Luca Franceschi
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Genova attraversa un periodo critico dal punto di vista della sicurezza urbana, con episodi di violenza che si ripetono con preoccupante frequenza. Accoltellamenti, furti e spaccio incontrollato caratterizzano il panorama della città, alimentati secondo le critiche da una linea amministrativa ritenuta troppo permissiva.
Il deputato di Fratelli d’Italia Matteo Rossi punta il dito contro la gestione dell’amministrazione comunale, ritenendo che le responsabilità ricadano direttamente sul sindaco Silvia Salis e sulla sua incapacità di affrontare concretamente i problemi della città.
Le conseguenze ricadono sui cittadini genovesi, che si vedono costretti a pagare tasse sempre più alte pur vivendo in una città dove la percezione di insicurezza aumenta, così come i problemi legati alla pulizia urbana e al degrado.
Secondo Rossi, il sindaco utilizza frequentemente la tattica dello scaricabarile, attribuendo le responsabilità alla precedente amministrazione oppure al governo nazionale, senza proporre soluzioni concrete per affrontare la crisi di sicurezza.
L’amministratore, secondo la critica mossa, si dimostra più interessata alla sua ascesa politica a livello nazionale che alla gestione dei problemi genovesi. La risposta alle aggressioni consiste prevalentemente in appelli generici al governo per interventi che dovrebbero arrivare dall’alto.
Il parlamentare suggerisce un cambio di rotta: che la maggioranza progressista del consiglio comunale voti il decreto legge sulla sicurezza promosso dal governo, che contiene misure di protezione per le forze dell’ordine e per i cittadini.
Rossi conclude sottolineando che un sindaco viene eletto per amministrare concretamente una città e rispondere alle esigenze dei suoi abitanti, non per abbandonarla attraverso dichiarazioni sui social media prive di seguito amministrativo.
