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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «SCIOPERO. ALMICI (FDI): LANDINI NON VENGA A DARE LEZIONI SUI DIRITTI DOPO LA TRUFFA DI INCA-CGIL»

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18.20 - mercoledì 10 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Chi viene a Brescia a parlare di diritti e tutele dovrebbe prima guardare dentro casa propria”. Così Cristina Almici, deputato bresciano di Fratelli d’Italia, interviene dopo la visita del segretario Cgil, Maurizio Landini, nel capoluogo bresciano per promuovere lo sciopero generale del 12 dicembre.

“Prima di salire sui palchi per dare lezioni al Governo, sarebbe doveroso dare risposte a chi è stato tradito dal sistema che la Cgil rappresenta. Mi riferisco ai pensionati italiani truffati dalle sedi estere dell’Inca-Cgil: persone che hanno lavorato una vita che oggi non hanno più la pensione a causa di una gestione opaca che ha portato persino a condanne penali. Alcuni hanno ottenuto sentenze favorevoli, ma non hanno ricevuto un euro, perché la Cgil ha fatto ricorso pur di non risarcirli. Prima di fare comizi, si risarciscano queste persone”.

Sul tema dei salari, Almici incalza: “È singolare che chi oggi invoca il salario minimo sieda sul tavolo dove si è firmato un contratto con paghe da 5 euro l’ora per vigilanza e servizi fiduciari. Lo ha ammesso lo stesso Landini in televisione. Un sindacato serio non firma contratti che poi definisce incostituzionali. La credibilità si esercita con le scelte, non con gli slogan”.

Quanto allo sciopero annunciato per il 12 dicembre, la parlamentare bresciana parla di mobilitazione “pretestuosa e politica”, ricordando che «quando governava la sinistra la Cgil ha indetto 6 scioperi generali; con il Governo Meloni, che ha portato oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro, più contratti stabili, record storico dell’occupazione femminile, salari in crescita con la contrattazione collettiva e riduzione del cuneo fiscale, siamo già al quinto sciopero. Oggi i contratti a tempo indeterminato sono aumentati di oltre 520.000 unità, la precarietà è in calo, crescono le assunzioni dei giovani e in busta paga entrano più soldi grazie alla detassazione. Su cosa si sta scioperando? Quando si protesta contro i numeri positivi, allora non è difesa dei lavoratori, è battaglia politica. Il miglior rispetto per i lavoratori è dare stabilità, retribuzioni dignitose e meno tasse, non usare piazze e megafoni. Brescia è una terra concreta, fatta di imprese e lavoratori seri. Qui la propaganda dura un giorno, la coerenza una vita. Prima di chiamare i cittadini in piazza, la Cgil risarcisca i pensionati truffati e spieghi i contratti firmati a 5 euro”.

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