Di Luca Franceschi
///
Secondo quanto sostenuto da Marta Schifone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Lavoro, i recenti dati Istat sull’occupazione femminile rappresentano la conferma della solidità della strategia perseguita dall’esecutivo. Si tratta, a suo avviso, di un approccio coerente sin dal primo giorno di governo, caratterizzato non da provvedimenti isolati bensì da una programmazione organica che integra natalità, conciliazione tra vita professionale e personale, e accesso delle donne al mercato del lavoro.
L’esponente di FdI evidenzia come l’impianto normativo sviluppato dal governo comprenda molteplici interventi strutturati: i congedi parentali aumentati all’80%, l’Assegno Unico, la decontribuzione destinata alle madri occupate, il Bonus Mamma, il Bonus Prime Nascite, nonché il rafforzamento dei servizi di asili nido e centri estivi. Secondo Schifone, questi non rappresentano misure occasionali assemblate per l’opportunità del momento, bensì tasselli coerenti di un progetto unitario.
A completare il quadro interviene il Decreto del primo maggio, che prevede quasi un miliardo di euro destinati a incentivare le aziende che assumono personale femminile. Questi incentivi, tuttavia, rimangono subordinati al rispetto dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, escludendo dunque chi ricorre a pratiche di dumping contrattuale.
Schifone sottolinea il contrasto tra questo approccio e le strategie precedenti, ricordando come altri abbiano per lungo tempo richiesto bonus episodici e sussidi generalizzati senza mai costruire un assetto coerente che coniugasse lavoro e famiglia. L’amministrazione attuale ha optato, a suo dire, per la strada più complessa ma al contempo più duratura: quella delle politiche strutturali piuttosto che delle promesse elettorali. I numeri attuali, conclude, validerebbero questa impostazione.
