Di Luca Franceschi
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Cristina Almici, deputata di Fratelli d’Italia e componente della commissione femminicidio, ha mosso critiche aspre nei confronti delle femministe italiane, accusandole di selettività nel loro operato e coerenza nei princìpi.
“Ma dove sono le femministe italiane? Non abbiamo sentito nessuna di coloro che sono solite protestare e indignarsi davanti a comportamenti sessisti e maschilisti”, ha affermato Almici, sollevando la questione riguardante il giornalista Sigfrido Ranucci. Secondo la deputata, il silenzio delle colleghe del Partito Democratico rappresenterebbe una chiara dimostrazione di incoerenza.
La parlamentare sostiene che tale atteggiamento rivela non soltanto un “doppiopesismo” che caratterizzerebbe l’operato di queste esponenti, ma anche una contraddizione di fondo nei loro criteri di valutazione. “Non è il comportamento in sé ad essere oggetto di disapprovazione o condivisione ma l’autore della condotta stessa a fare la differenza”, ha sottolineato Almici.
Nel suo comunicato, la deputata ha puntato il dito anche contro presunti comportamenti di Ranucci. “A Ranucci è concesso non solo cucire inchieste per fini politici ma anche tenere relazioni con stagiste o fonti delle sue inchieste rivelandone poi particolari intimi senza che nessuna di loro si indigni, si senta ferita o senta l’esigenza di alzare la voce”, ha dichiarato.
La critica conclude con un’osservazione provocatoria: “Davanti a Ranucci tutte improvvisamente mute”.
