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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «FOIBE. PRESENTATO ALLA CAMERA ROMANZO “LA CHIAVE”, FDI: UN OBLIO CHE ABBIAMO COMBATTUTO E VINTO»

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18.11 - mercoledì 13 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Alla Camera dei deputati è stato presentato il romanzo “La chiave – Foibe, il confine della memoria” di Federico D’Addato. L’iniziativa ha visto il coordinamento del deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, che ha sottolineato come la formazione politica e l’area di destra abbiano sempre mantenuto un’attenzione particolare verso la storia delle Foibe, per troppo tempo oggetto di oblio, rimozione e negazione.

Il libro affronta non soltanto la vicenda storica dell’esilio giuliano-dalmata, ma approfondisce anche le conseguenze psicologiche subite da coloro che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. La chiave del titolo rappresenta simbolicamente l’oggetto che il protagonista della narrazione porta con sé nel suo percorso di esule, ricordando così la casa perduta.

Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura alla Camera, ha evidenziato come la diffusione di un’opera letteraria contribuisca significativamente a combattere l’oblio, oblio che la destra sostiene di aver sconfitto nel corso del tempo. Ha inoltre ricordato gli sforzi compiuti a livello parlamentare per mantenere viva la memoria di questa tragedia, aggiungendo che il libro rappresenta un contributo importante a una narrazione più completa. Amorese ha concluso affermando che esiste un obbligo morale di risarcimento nei confronti delle migliaia di vittime delle foibe e delle decine di migliaia di esuli.

Nicole Matteoni, deputata triestina di Fratelli d’Italia con origini istriane e dalmate, ha ricordato come il dramma delle foibe e l’esodo giuliano dalmata costituiscano una pagina della storia italiana ancora non completamente raccontata. Ha fatto riferimento agli atti vandalici perpetrati il 10 febbraio scorso ai danni del monumento nazionale della Foiba di Basovizza a Trieste, considerandoli indicativi della necessità di un ulteriore lavoro di sensibilizzazione. Ha infine ringraziato D’Addato per aver scelto di narrare attraverso il genere romanzesco il dolore del popolo istriano.

Federico D’Addato, giovane autore originario di Taranto, ha spiegato di aver semplicemente scritto una storia italiana, traendo ispirazione dagli incontri con esuli che gli hanno condiviso le loro esperienze personali. Ha sollevato un interrogativo significativo circa il lungo silenzio che ha caratterizzato il racconto di questi eventi per circa sessanta anni dopo la Seconda guerra mondiale, chiedendosi da chi sia stato voluto un oblio di tale durata.

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