Di Luca Franceschi
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L’ultimo rapporto dell’Ocse sull’economia italiana evidenzia una situazione critica per il sistema universitario nazionale. Secondo l’analisi dell’organizzazione internazionale, i finanziamenti destinati all’università nel nostro Paese si collocano ai livelli più bassi rispetto alla gran parte dei Paesi Ocse. Lo studio sottolinea inoltre che, per contrastare il trend decisamente negativo dei salari reali e della produttività del lavoro, sarebbe opportuno destinare maggiori risorse alle università pubbliche.
Questa diagnosi, riferisce Alfredo D’Attorre, responsabile Università e ricerca nella segreteria nazionale del PD, rappresenta ormai una valutazione condivisa da tutti gli studi più autorevoli relativi allo stato dell’economia italiana.
Da tempo il Partito Democratico ha denunciato come le risorse destinate all’università subiranno una progressiva riduzione nel corso della legislatura in corso, passando dallo 0,53% allo 0,47% del PIL, secondo quanto documentato negli stessi testi ufficiali del governo. Questo comporta un taglio in termini reali di quasi un miliardo e mezzo di euro, equivalente a circa il 15% dell’intero finanziamento universitario.
Con la conferma arrivata dall’Ocse, emerge chiaramente che non si tratta di una semplice difesa corporativa dell’università pubblica portata avanti dall’opposizione, bensì di una decisione politica che viene definita irresponsabile. Tale scelta mette a rischio il futuro non soltanto di migliaia di giovani ricercatori e ricercatrici, ma dell’intera economia italiana nel suo complesso.
