Di Luca Franceschi
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Il decreto legge sulle bollette rappresenta un provvedimento emergenziale e straordinario, reso necessario da problematiche internazionali evidenti a tutti. L’esecutivo guidato da Meloni ha destinato 1 miliardo di euro al taglio delle accise, realizzando una risposta concreta che era stata richiesta anche dalle forze di opposizione.
Con il decreto ministeriale della settimana precedente, il governo ha confermato l’impegno preso stanziando ulteriori 191 milioni di euro per prorogare il taglio delle accise. Tale misura consente di utilizzare l’extragettito IVA, prolungando senza interruzioni fino al 22 maggio l’intervento sui prezzi dei carburanti.
L’impatto della norma sui cittadini è significativo. Senza questo decreto, 50 litri di benzina avrebbero raggiunto il costo di 100 euro, mentre al momento ne costano 85: una differenza di 15 euro a favore dei consumatori che riforniscono i veicoli. Tale valore rappresenta un vantaggio rispetto a numerosi altri Paesi europei dove il prezzo al litro supera 2,2 euro.
È importante sottolineare che il prezzo attuale non rappresenta il massimo mai registrato in Italia. Nel 2022 infatti sia il diesel che la benzina hanno superato i 2,2 euro al litro, raggiungendo valori ancora più elevati rispetto a oggi.
Secondo quanto stabilito dalla Commissione europea, l’Italia registra l’aumento più contenuto dei prezzi dei carburanti tra le maggiori economie europee. Contemporaneamente, i prezzi medi di benzina e gasolio risultano inferiori rispetto alle altre grandi potenze industriali dell’Unione europea, comprese Francia e Germania.
Guerino Testa, deputato di Fratelli d’Italia e segretario della commissione Finanze, ha sottolineato durante la dichiarazione di voto in Aula che il governo Meloni merita riconoscimento per l’approccio serio e responsabile nel gestire questa delicata fase economica. Al contrario, ha osservato, l’opposizione ha dimostrato nel corso della legislatura di non rappresentare una coalizione seria e responsabile, privilegiando la diffusione di dichiarazioni false e ingannevoli attraverso svariati canali, dalle trasmissioni televisive ai caroselli pubblicitari fino alle sedi parlamentari.
