Di Luca Franceschi
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Beatriz Colombo, deputato di Fratelli d’Italia, interviene sugli eventi accaduti a Bologna con toni critici verso l’amministrazione comunale. Secondo il parlamentare, quanto verificatosi in città rappresenta una situazione di gravità straordinaria che richiede responsabilità politica da parte di chi governa.
Nel comunicato, Colombo sostiene che il sindaco Matteo Lepore abbia assunto un atteggiamento controproducente durante le indagini della magistratura, mediante dichiarazioni e iniziative ritenute alimentatrici di tensioni sociali. Tale comportamento, a giudizio del deputato, avrebbe contribuito a delegittimare il lavoro delle Forze dell’ordine ancor prima che potessero essere chiariti completamente i fatti.
Il politico di centrodestra definisce il comportamento del primo cittadino come incompatibile con l’incarico ricoperto, evidenziando come conseguenza diretta delle scelte amministrative vi sia stata una situazione di guerriglia urbana nel capoluogo emiliano. Colombo richiama inoltre i danni concreti verificatisi: devastazioni urbane, l’incendio di un’auto comunale, agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti e il centro della città interessato da disordini significativi.
Secondo Colombo, chi ricopre responsabilità istituzionali possiede il dovere primario di pacificare gli animi cittadini e proteggere lo Stato di diritto. In questa prospettiva, l’assunzione di atteggiamenti che incentivano mobilitazioni di piazza rappresenterebbe una violazione di tale principio fondamentale.
Il deputato esprime piena solidarietà alle donne e agli uomini appartenenti alle Forze dell’ordine, che quotidianamente operano per garantire la sicurezza pubblica in condizioni spesso particolarmente difficili.
Colombo conclude il suo intervento chiedendo esplicitamente a Lepore di assumersi completamente le responsabilità politiche degli accadimenti e di rassegnare le dimissioni dall’incarico di sindaco. Secondo il deputato di Fratelli d’Italia, Bologna necessiterebbe di un’amministrazione capace di unire la città e difendere le istituzioni, anziché un amministratore che contribuisca ad alimentare un clima di conflitto e contrapposizione.
