(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Quanto accaduto a Roma, nella notte dell’anniversario di Acca Larenzia, è gravissimo e non può essere minimizzato né relativizzato. Un agguato organizzato, premeditato, armato, contro giovani di Gioventù Nazionale colpevoli solo di ricordare tre ragazzi assassinati negli anni di piombo.
Un atto vile che riporta il Paese a una stagione che pensavamo definitivamente chiusa. La storia, evidentemente, non è bastata a insegnare nulla a chi continua a praticare la democrazia della violenza, mascherandola da militanza politica o da presunto antifascismo.
Ancora una volta la violenza arriva da ambienti che si professano pacifisti, ma che non esitano a usare spranghe, coltelli e intimidazioni quando qualcuno non la pensa come loro o quando un ricordo non è gradito.
Non si tratta di episodi isolati, ma del frutto di un clima di odio alimentato irresponsabilmente, nelle piazze, nelle scuole, negli atenei, da chi legittima l’aggressione morale e fisica dell’avversario politico.
Chi tace, chi giustifica, chi minimizza, si rende complice. La violenza politica va condannata sempre e senza distinguo, ma qui siamo di fronte a una spedizione criminale organizzata per impedire il ricordo di giovani italiani uccisi, per riscrivere la storia con la paura e per intimidire chi esercita legittimamente il diritto di esprimere le proprie idee.
Serve una condanna netta, unanime e immediata da parte di tutte le forze politiche. Serve l’azione rapida dello Stato per individuare e punire i responsabili, senza indulgenze e senza zone grigie.
Non accetteremo mai che l’Italia torni ostaggio dell’odio ideologico. La memoria non si cancella con la violenza. La democrazia non si difende a colpi di spranghe”.
