Di Luca Franceschi
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La seconda giornata di lavori della sessione di giugno e luglio ha ospitato la presentazione della Rete contro le povertà “Tutti contro le povertà”.
Il presidente del Consiglio provinciale Angelo Gennaccaro ha sottolineato che l’aula è il luogo del confronto democratico e della rappresentanza della comunità, esprimendo soddisfazione per un’iniziativa dedicata a un tema di grande rilevanza sociale come il contrasto alle povertà.
Ha evidenziato che la Rete rappresenta un esempio significativo di collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca, volontariato e società civile.
Ha ribadito che solo attraverso dialogo e lavoro comune si possono costruire risposte efficaci e promuovere una società più inclusiva.
Roberta Rigamonti, presidente della Federazione per il Sociale e la Sanità ETS, ed Elisa Berger, coordinatrice della Rete contro le povertà dell’Alto Adige, hanno ricordato che la Rete è nata nel maggio 2025 sulla base di un Manifesto sottoscritto da diversi attori, tra cui l’allora presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler a nome dell’istituzione.
Il Manifesto individua cinque misure prioritarie: combattere la povertà ovunque e in tutte le sue forme, rafforzare i valori nella società, promuovere le relazioni interpersonali, garantire pari opportunità per tutte e tutti e soddisfare i bisogni fondamentali.
Le relatrici hanno rimarcato che la povertà non può essere affrontata con interventi isolati o occasionali e che la prevenzione è una responsabilità comune.
Il focus della Rete è proprio la prevenzione, mentre la lotta diretta alla povertà è di competenza dei partner.
La Rete riunisce 22 organizzazioni e istituzioni e, nel programma 2026-2027, prevede iniziative di sensibilizzazione su temi centrali come povertà educativa e mercato degli affitti, oltre alla raccolta dati e al monitoraggio.
Sono in programma anche una formazione per giornalisti e il convegno “Chi beneficia delle opportunità – e chi resta indietro?” a Bolzano in ottobre.
La ricercatrice del Centro di Competenza per il Lavoro sociale e le Politiche sociali di unibz, Ruth Sapelza, delegata dell’Università nella Rete, ha spiegato che, con il sostegno della Provincia, sono stati realizzati studi empirici sulla povertà per fornire basi scientifiche a politiche e pratiche informate.
Il ricercatore di unibz Evan Tedeschi ha presentato lo studio “Rischi di povertà per le famiglie con figli tra 0 e 15 anni in Alto Adige” 2021-2022, da cui emerge che la povertà non riguarda solo il reddito ma anche condizioni abitative, stabilità e tipologia occupazionale dei genitori, livello di istruzione e stato di salute dei componenti della famiglia.
La vulnerabilità aumenta in presenza di tre o più figli, di un solo genitore o in caso di recente trasferimento in Alto Adige.
Christa Ladurner, sociologa del Forum Prevenzione, ha approfondito il tema della povertà educativa, che non riguarda soltanto il successo scolastico ma anche la possibilità di sviluppare i propri talenti ed è strettamente legata alle condizioni di vita delle famiglie.
In presenza di carenze è necessario intervenire precocemente, con formazione linguistica, un’offerta formativa per tutto l’arco della giornata, sostegno alle famiglie e proposte di tempo libero e culturali accessibili a tutte e tutti.
In caso contrario la povertà educativa si riflette sull’intera società, anche in termini di costi.
Monica Devilli, presidente di Coopbund Alto Adige Südtirol, ha evidenziato che locazioni accessibili sono uno strumento di coesione sociale.
Oggi i costi per la casa non sono sostenibili e la proprietà non è più alla portata di molti, per cui è necessario promuovere locazioni stabili e sostenibili con modelli orientati al bene comune.
A tal fine vanno valorizzati strumenti come cooperative a proprietà indivisa, locazioni di lungo periodo e progetti abitativi intergenerazionali, tenendo conto della sostenibilità di lungo periodo delle politiche abitative.
A seguito delle relazioni si è aperto un confronto con consigliere e consiglieri.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiesto il supporto della Rete per una raccolta permanente e regolare dei dati sulla povertà.
Sven Knoll, Süd-Tiroler Freiheit, ha richiamato l’attenzione sulla povertà in età anziana e sui profili di giustizia connessi, citando anche la concorrenza esercitata dall’immigrazione.
Brigitte Foppa, Gruppo verde, ha ringraziato per la presentazione della realtà.
L’assessore Marco Galateo ha affermato che non può esserci sviluppo economico lasciando indietro qualcuno e ha apprezzato l’attenzione dello studio alla prima infanzia.
Franz Ploner, Team K, si è detto sorpreso per la scarsità e la non attualità dei dati disponibili e ha chiesto se per l’Alto Adige esista un indice di riferimento e come vengano elaborati i dati.
Nelle risposte, Christa Ladurner ha riconosciuto che il problema della povertà nella terza età è noto, precisando che la Rete è partita dai più piccoli e dalla povertà educativa e richiamando il lavoro di un team del Forum Prevenzione che assiste le famiglie con offerte a bassa soglia.
Ruth Sapelza ha ringraziato per la disponibilità e ha ribadito che l’indice di deprivazione finanziaria è multidimensionale e che nella lotta alla povertà occorre rimuovere le barriere strutturali, aggiungendo che anche gli anziani rientrano nello studio ASTAT.
Roberta Rigamonti ha concluso sottolineando che la povertà non è un fallimento individuale ma dipende anche dalla mancata azione su aree prioritarie come abitazione, lavoro e istruzione, e che la Rete da sola non basta perché spetta alla politica creare le condizioni affinché nessuno resti indietro.
Il presidente Angelo Gennaccaro ha ringraziato le rappresentanti e i rappresentanti della Rete, impegnandosi a incontri regolari per mantenere uno scambio proficuo.

