(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Giunta comunale ha approvato oggi la proposta di accordo transattivo che chiude definitivamente il giudizio civile pendente davanti al Tribunale di Verona promosso nel 2014 dalla Rettondini S.p.A. — poi dichiarata fallita nel 2017 — contro il Comune di Verona, avente ad oggetto il risarcimento del danno e l’indennizzo connessi alla concessione di project financing per la progettazione, costruzione e gestione in diritto di superficie del parcheggio interrato di Piazza Corrubbio, nel quartiere San Zeno.
A fronte di una domanda complessiva avanzata dalla controparte per oltre 33 milioni di euro, il Comune ha definito la vertenza con un esborso totale di 1.798.100 euro: 1.700.000 euro alla procedura fallimentare e 45.000 euro a Juno 2 S.r.l. — società cessionaria del credito originariamente vantato dalla Banca Nazionale del Lavoro — oltre a oneri per la cancellazione dell’ipoteca fondiaria iscritta sul parcheggio per 11.300.000 euro.
La transazione è frutto di un lungo lavoro di negoziazione ed estingue ogni pretesa azionata in giudizio. Con la cancellazione dell’ipoteca il Comune acquisisce la piena disponibilità giuridica del parcheggio interrato, libero da gravami che sarà affidato in convenzione alla gestione di Amt. Entro la fine del mese dovrà essere sottoscritta la nuova convenzione, che includerà anche la gestione di questa struttura. Grazie agli interventi già realizzati in questi anni, che hanno reso possibile la parziale apertura del parking in alcuni week-end i 230 posti auto saranno molto presto disponibili.
Il risultato è frutto di un lungo e articolato lavoro di coordinamento tra diversi Assessorati e Direzioni del Comune.
Il provvedimento è stato illustrato oggi dalla vicesindaca Barbara Bissoli che ha dichiarato che: “Si tratta di un risultato importante e molto atteso, che giunge al termine di una trattativa complessa, che ha fatto emergere i diversi aspetti di criticità e di rischio che la lunga vicenda prospettava, ivi compresa una onerosissima ipoteca ancora iscritta sul parcheggio che impediva la piena disponibilità giuridica del bene. La prossima apertura del parcheggio interrato nella sua massima capienza è di fondamentale importanza per garantire qualità urbana al quartiere, oltre a rappresentare un servizio indispensabile per la cittadinanza, anche in vista del fatto che l’Agenzia del Demanio sta riqualificando le vicine caserme Busignani e Riva di Villa Santa per destinarle ad uffici pubblici statali.”
“Dopo tanti anni abbiamo sbloccato una situazione di stallo – ha spiegato l’assessore alla Mobilità, Tommaso Ferrari – e riaprirà finalmente un’infrastruttura di sosta importante per la nostra città che si inserisce coerentemente all interno del nuovo piano della sosta che è un tassello fondamentale della pianificazione della mobilità veronese.”
Nel 2007, l’ATI capeggiata da Rettondini S.p.A. si aggiudicò in project financing la concessione per progettare, costruire e gestire il parcheggio interrato di Piazza Corrubbio. La convenzione del gennaio 2008 prevedeva una durata di 34 anni; una variante progettuale del 2008 — necessaria per mantenere carrabile la piazza — comportò un extra-costo di oltre 8 milioni di euro e la proroga della concessione a 65 anni, formalizzata nel 2010. Durante i lavori i sondaggi archeologici portarono alla luce oltre 300 tombe medievali: il recupero imposto dalla Soprintendenza costò, secondo Rettondini, circa 1 milione di euro non previsto dal Piano Economico Finanziario. Il cantiere fu consegnato nel maggio 2011 e il parcheggio aprì al pubblico nel dicembre 2012. La redditività risultò inferiore alle previsioni e, dopo un tentativo di riequilibrio fallito, nel gennaio 2014 Rettondini dichiarò la convenzione risolta per inadempimento del Comune e nel settembre 2014 citò in giudizio il Comune e i suoi amministratori chiedendo oltre 33 milioni di euro tra indennizzo e risarcimenti. Il Comune si costituì contestando ogni addebito e chiedendo la restituzione del parcheggio. Nel febbraio 2017 Rettondini fu dichiarata fallita; la curatela proseguì il giudizio confermando tutte le pretese.
