(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tra il retrobottega della macelleria che gestiva e la sua abitazione, aveva allestito un vero e proprio deposito della droga, con stupefacenti occultati all’interno del frigorifero e del congelatore, insieme a tutto l’occorrente per il confezionamento, la gestione e la commercializzazione delle dosi. Un carico di 14.700 kg di hashish, marijuana e cocaina, e 75.000 euro in contanti, che avrebbe potuto produrre un volume d’affari illecito stimabile, a seconda della tipologia della sostanza, tra centinaia di migliaia di euro ed oltre un milione di euro.
È quanto scoperto dalla Polizia di Stato nel corso di una attività investigativa culminata con l’arresto del gestore dell’esercizio commerciale, ora gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’indagine, avviata dagli agenti dell’VIII Distretto Tor Carbone e del Commissariato di P.S. Flaminio Nuovo, è originata da alcune segnalazioni relative ad un giro di spaccio insistente nel quartiere Montagnola.
Dopo giorni di osservazione, il mirino dei poliziotti si è stretto intorno ad un trentenne romano, gestore di una macelleria sita in via Fonte Buono.
Intercettato in strada proprio mentre si dirigeva a lavoro, il giovane è stato subito trovato in possesso di circa 500 grammi di sostanza stupefacente, a sua volta ripartita in panetti di 100 grammi o in involucri più “leggeri”, di un peso variabile tra i 9 ed i 16 grammi. Al seguito, aveva anche oltre 4.000 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio.
Seguendo il percorso “casa-bottega” dell’uomo, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera architettura logistica dello spaccio.
Le perquisizioni, estese sia ai locali della macelleria che all’abitazione, hanno consentito di sequestrare complessivamente oltre 14.700 kg di droga -tra hashish, marijuana e cocaina- nascoste in diversi vani degli immobili, anche all’interno delle celle frigorifere e del congelatore.
In casa gli investigatori hanno altresì rinvenuto oltre 71.000 euro in contanti, ritenuti verosimile provento dell’attività di spaccio, bilancini di precisione, macchine per il confezionamento sottovuoto e conta-banconote, nonché un roner da cucina, presumibilmente utilizzato per agevolare alcune fasi di lavorazione della sostanza.
Nel corso della perquisizione domiciliare sono state trovate e sequestrate anche due agende manoscritte, riportanti la rendicontazione dell’attività.
Per il giovane è scattato l’arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’Autorità giudiziaria ha convalidato l’operato della Polizia di Stato.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
