(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Commissione chiede che le norme sulla parità salariale diventino realtà in tutta l’UE
Il 7 giugno è scaduto il termine per il recepimento della direttiva sulla trasparenza salariale in tutta l’UE. L’equità non è solo un valore: è anche una forza economica. I paesi che promuovono la parità di genere sono anche i più competitivi. I trattati dell’UE sono chiari: a parità di lavoro deve corrispondere parità di retribuzione, indipendentemente dal fatto che il lavoro sia svolto da una donna o da un uomo. Inoltre, quasi nove europei su dieci ritengono inaccettabile che le donne siano pagate meno degli uomini per lo stesso lavoro.
Tuttavia, il divario retributivo di genere persiste in tutta l’Unione. Gli ultimi dati Eurostat mostrano che, in media, la retribuzione oraria lorda delle donne nell’UE è inferiore dell’11,1% rispetto a quella degli uomini. Ciò è dovuto a una serie complessa di fattori, tra cui la sottovalutazione dei ruoli tradizionalmente occupati dalle donne e gli stereotipi di genere che incidono sull’istruzione, sulle assunzioni, sulle promozioni e sui salari.
In vigore dal 2023, la direttiva sulla trasparenza salariale contribuisce a rendere effettivo il diritto alla parità retributiva. La direttiva aiuta i datori di lavoro a valutare se le loro strutture salariali rispettino concretamente il principio della parità di retribuzione e sostiene i lavoratori stabilendo un quadro chiaro per l’applicazione del concetto di “lavoro di pari valore”, basato su criteri quali competenze, impegno, responsabilità e condizioni di lavoro.
Inoltre, la direttiva aiuterà i datori di lavoro ad attrarre e trattenere talenti grazie a pratiche retributive più chiare ed eque. La trasparenza salariale rafforzerà la posizione dei lavoratori e contribuirà a contrastare le discriminazioni, offrendo al tempo stesso un vantaggio competitivo alle imprese europee.
Fin dalle fasi preparatorie della proposta, la Commissione ha lavorato a stretto contatto con gli Stati membri e i principali portatori di interesse per promuovere la parità salariale. Dopo l’adozione della proposta nel 2023, la Commissione ha sostenuto l’attuazione della direttiva con oltre 3,8 milioni di € stanziati nell’ambito del programma “Cittadini, uguaglianza, diritti e Valori” (CERV) a sostegno delle misure di trasparenza salariale negli Stati membri, oltre a ulteriori 5 milioni di € previsti nell’ambito dell’invito a presentare proposte 2026, recentemente concluso, per promuovere la parità di genere.
La Commissione continuerà a sostenere le autorità nazionali, le imprese e i lavoratori affinché la parità salariale diventi una realtà in tutta la nostra Unione.
