Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha denunciato con forza in aula alla Camera il rifiuto del governo all’emendamento presentato dalla sua coalizione. L’emendamento in questione mirava a escludere categoricamente qualsiasi uso militare del nucleare nel caso in cui venisse reintrodotto nel territorio italiano.
Per il politico di AVS, la decisione dell’esecutivo riveste una rilevanza politica e storica di enorme portata, soprattutto considerando il contesto internazionale attuale. Il governo Meloni ha manifestato l’intenzione di reintrodurre l’energia nucleare nel Paese entro 10 o 15 anni, ma secondo Bonelli dovrebbe fornire chiarimenti espliciti ai cittadini italiani circa le modalità di utilizzo di questa tecnologia.
Bonelli ha quindi rivolto un appello diretto al Ministro competente, chiedendo al governo di spiegare pubblicamente le ragioni del parere contrario all’emendamento. Ha sottolineato come la richiesta fosse semplice e non intaccasse la volontà governativa di riproporre il nucleare in Italia, ma limitava esclusivamente ogni possibile sviluppo all’uso civile, bandendo qualsiasi applicazione militare.
Secondo il deputato, il diniego rappresenta un fatto estremamente grave e preoccupante. In un momento storico caratterizzato da tensioni internazionali, dal rischio di proliferazione nucleare e da situazioni critiche come quella dell’Iran, mantenere aperta la possibilità di un utilizzo militare risulterebbe inaccettabile e comporterebbe conseguenze storiche significative.
Bonelli ha concluso il suo intervento chiedendo esplicitamente al Ministro di riconsiderare il parere contrario e di permettere al Parlamento di votare l’emendamento, invitando la maggioranza a sostenerlo. Ha tuttavia ribadito che, qualora il governo proseguisse con l’introduzione del nucleare in Italia, AVS non avrebbe fornito il proprio consenso legislativo. Ha infine marcato un punto inequivocabile: l’Italia non potrà in alcun modo partecipare a un ritorno del nucleare a scopi militari, né nel presente né negli anni a venire.
