Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, critica aspramente l’orientamento del governo sulla riforma della legge elettorale. Secondo Bonelli, mentre gli italiani affrontano quotidianamente difficoltà legate ai salari insufficienti, alle carenze del sistema sanitario, alla crisi climatica e all’aumento dei costi della vita, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni preferisce concentrare l’attenzione su questioni procedurali e istituzionali, come la legge elettorale e persino l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, la quale avrà luogo tra due anni e mezzo.
L’intervento di Bonelli, rilasciato nel corso della trasmissione Agorà Estate, evidenzia come questa scelta rappresenti un chiaro segnale di una politica che ha abbandonato l’impegno concreto nei confronti del Paese per concentrarsi esclusivamente sulla conservazione del potere. Piuttosto che affrontare l’emergenza sociale e ambientale che attanaglia la nazione, l’attenzione si sposta su norme che potrebbero ulteriormente aumentare il distacco tra i cittadini e le istituzioni democratiche.
La proposta della destra viene stigmatizzata come una scelta che compromette gravemente i principi democratici, in quanto sottrae ai cittadini la possibilità effettiva di scegliere i propri rappresentanti. La riforma comporterebbe infatti il ripristino di una pratica screditata: la nomina diretta da parte delle segreterie di partito di decine di parlamentari, che verrebbero inseriti nelle liste bloccate. Questa impostazione contrasta in maniera evidente con quanto già stabilito dalla Corte costituzionale, che si è espressa con massima chiarezza sulla questione dei listini bloccati.
Bonelli ribadisce che non è possibile tornare indietro rispetto a principi fondamentali della democrazia rappresentativa, come il diritto dei cittadini alla scelta consapevole dei propri rappresentanti e il diritto alla partecipazione democratica autentica.
L’esponente politico sottolinea inoltre come modificare ripetutamente le regole elettorali per motivazioni di convenienze politiche costituisca un errore già commesso in passato da altre forze politiche, un errore che ha storicamente indebolito la qualità complessiva della democrazia italiana. Bonelli invita Meloni a cessare di concentrare i propri sforzi nel controllo di ogni ambito del potere e a ritornare a occuparsi concretamente dei problemi reali che affliggono l’Italia.
Le istituzioni, conclude Bonelli, non rappresentano proprietà di una maggioranza politica: esse appartengono ai cittadini e devono essere trattate con il dovuto rispetto. Quello che il Paese necessita sono soluzioni concrete e efficaci nei settori del lavoro, dell’ambiente e dei diritti sociali, non strategie di palazzo prive di ricadute positive sulla popolazione.
