Di Luca Franceschi
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Secondo quanto denunciato da Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, il governo Meloni avrebbe operato un significativo ridimensionamento dei fondi destinati alle comunità energetiche rinnovabili. La misura originariamente prevista dal PNRR prevedeva una dotazione di 2,2 miliardi di euro, ma in base alle regole stabilite dal GSE la cifra è stata ridotta a 795,5 milioni, comportando un taglio di oltre 1,4 miliardi, pari a circa il 64% delle risorse iniziali.
La situazione si è complicata ulteriormente poiché le richieste pervenute ammontano a 1,456 miliardi di euro. Di conseguenza, molti progetti che hanno ricevuto una valutazione positiva e risultano tecnicamente idonei non riescono ad ottenere il contributo economico previsto a causa dell’esaurimento dei fondi disponibili. Tali progettualità vengono rinviate nella speranza di eventuali scorrimenti futuri.
Secondo Bonelli, questa scelta comporterebbe un grave indebolimento di uno degli strumenti più rilevanti per portare energia rinnovabile nei comuni italiani, ridurre i costi delle bollette energetiche, sostenere le famiglie e le piccole imprese e costruire un’autonomia energetica dal basso.
La critica va oltre: il governo sostiene di perseguire obiettivi di sovranità energetica, ma nei fatti colpisce proprio quegli strumenti che potrebbero garantire all’Italia una maggiore indipendenza energetica, quali le rinnovabili, l’autoconsumo e le comunità energetiche. Bonelli evidenzia come l’esecutivo avrebbe invece favorito le fonti fossili come gas e petrolio, condotto una battaglia contraria al Green Deal europeo e ora bloccherebbe anche coloro che intendono produrre energia pulita direttamente nei loro territori.
