Di Luca Franceschi
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La Commissione europea ha confermato le denunce avanzate da settimane dalla sinistra rispetto al disegno di legge sulla caccia del governo italiano. Secondo le critiche mosse, l’esecutivo starebbe correndo il rischio concreto di violare le direttive europee in materia di habitat, protezione degli uccelli e conservazione della biodiversità. Lungi dal costituire una misura di tutela della natura, il provvedimento rappresenterebbe un tentativo della destra di trasformare parchi nazionali, spiagge, aree demaniali marittime e zone protette in veri e propri territori di caccia.
La proposta legislativa consentirebbe inoltre l’abbattimento di specie attualmente tutelate dalla normativa vigente, come l’oca selvatica e lo stambecco. Secondo i critici del progetto, si tratta di una legge formulata seguendo direttamente le indicazioni della lobby venatoria, senza tener conto delle considerazioni ambientali.
Durante un Question Time rivolto al ministro Pichetto Fratin, è stato ribadito che un titolare del dicastero dell’Ambiente dovrebbe impegnarsi nella difesa del patrimonio faunistico nazionale, non ignorare consapevolmente le problematiche sollevate. Invece, l’amministrazione Meloni proseguirebbe con quello che è stato definito uno “Sparatutto” contro la biodiversità, contro i principi costituzionali e contro il diritto europeo.
L’appello finale è rivolto direttamente ai vertici dell’esecutivo: occorre fermare questa iniziativa legislativa prima che l’Italia incorra in una nuova procedura di infrazione europea. Non è possibile sacrificare la fauna selvatica al fine di raccogliere consensi nel settore della caccia.
