Di Luca Franceschi
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Il decreto bollette rappresenta uno strumento da sottoporre a revisione critica secondo Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. L’Italia si è trovata isolata nel contesto europeo riguardante la questione dell’ETS, dopo che numerosi paesi hanno espresso contrarietà alla sospensione della misura. Oltre a Danimarca, Finlandia, Svezia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Portogallo, Spagna e Slovenia, anche la Germania ha manifestato il proprio diniego. Questa situazione ha generato conseguenze finanziarie significative, con la creazione di un vuoto di bilancio superiore ai 3 miliardi di euro.
L’articolo 6 del decreto legge evidenziava un’incompatibilità con la normativa europea, eppure il governo ha proceduto ugualmente, operando quella che viene definita una forzatura rilevante. Tale scelta rappresenta una decisione che ha suscitato critiche considerevoli nel dibattito politico.
L’aspetto maggiormente preoccupante riguarda la politica energetica complessiva dell’esecutivo. Nonostante gli effetti della guerra sulle dinamiche di approvvigionamento energetico internazionale, il governo mantiene un indirizzo che rafforza la dipendenza italiana dal gas naturale. Nel corso del 2025, le installazioni di fonti energetiche rinnovabili hanno subito una contrazione significativa, attestandosi tra il 27 e il 30 per cento. Contemporaneamente, l’articolo 7 del decreto introduce limitazioni che bloccano il 72 per cento delle procedure autorizzative per nuovi impianti, a causa di una saturazione virtuale della rete. Tale blocco si estende anche agli impianti di accumulo, interessando il 79 per cento di questi ultimi.
La critica principale evidenzia come l’orientamento della destra continui a privilegiare l’espansione delle società operanti nel settore energetico dei combustibili fossili. Negli ultimi tre anni, queste aziende hanno accumulato profitti superiori ai 70 miliardi di euro. Tale dinamica contrasta con la necessità di effettuare investimenti concreti nel settore delle energie pulite. La crisi energetica globale e il conflitto internazionale non sembrano aver modificato l’approccio decisionale del governo verso scelte maggiormente attente alla tutela degli interessi della collettività italiana.
In chiave internazionale, Bonelli solleva ulteriori questioni critiche. Mentre il presidente statunitense afferma esplicitamente che il conflitto bellico genera rialzi nei prezzi del petrolio dai quali trae vantaggi personali, l’esecutivo italiano mantiene un atteggiamento di silenzio. Tale dinamica viene interpretata come una contraddizione: assertivo nel defendere posizioni nazionali con gli alleati transatlantici, ma meno intraprendente nel tutelare gli interessi specifici della popolazione italiana.
