(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«C’è un tema generale che riguarda le priorità di questo Paese, perché in Italia un milione e duecentomila persone vivono in zone ad altissimo rischio idrogeologico. La grande questione è preoccuparsi affinché non ci siano altre Niscemi. Per quanto attiene alle responsabilità su Niscemi, sarà l’autorità giudiziaria a verificarle».
Ho sentito il ministro Musumeci dire che aprirà un’indagine amministrativa per verificare quali siano le responsabilità e le omissioni di chi non è intervenuto. Io gli ho mostrato il documento che lui aveva sul suo tavolo da quando era presidente della Regione Sicilia, nel quale la Protezione civile gli chiedeva di intervenire con urgenza, perché proprio le aree che poi sono franate erano già indicate. Quindi non so cosa voglia indagare il ministro Musumeci o se intenda indagare su se stesso.
E poi c’è una grande questione che riguarda quelle che dovrebbero essere le vere priorità del nostro Paese: la messa in sicurezza del territorio, in regioni fragili come la Calabria e la Sicilia. Realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, che oltre alle carenze progettuali evidenziate non solo dall’Europa ma anche, ad esempio, dalla Corte dei Conti — che ha rilevato alcune illegittimità dal punto di vista procedurale, tanto da non aver dato il consenso — non dovrebbe essere la priorità. Quei 14 miliardi di euro dovrebbero essere spesi per le vere priorità del Sud».
