Di Luca Franceschi
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Alleanza Verdi e Sinistra – Europa Verde ha sollevato critiche significative nei confronti dell’esecutivo per la decisione di riaprire le trivellazioni petrolifere in Basilicata. Nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la Camera dei deputati, i rappresentanti della coalizione e delle associazioni ambientaliste hanno denunciato questa scelta come un’azione che disattende le preoccupazioni espresse da cittadini, amministratori locali e organizzazioni ecologiste.
All’incontro hanno preso parte il deputato Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, il collega Francesco Emilio Borrelli, il coordinatore regionale Donato Lettieri, insieme ai portavoce delle associazioni No Triv, Cova Contro e Libera. Durante i lavori è emersa una ferma contestazione rispetto alle nuove autorizzazioni estrattive in una regione che già fornisce la maggior parte del petrolio nazionale.
La problematica sollevata riguarda principalmente il fatto che il territorio lucano continua a sopportare conseguenze rilevanti dal punto di vista ambientale, sanitario e sociale. Secondo gli interventi, proseguire con ulteriori concessioni petrolifere senza una valutazione complessiva dei danni territoriali e senza un piano concreto di transizione energetica risulta inaccettabile. La scelta rappresenterebbe un arretramento rispetto agli impegni climatici internazionali.
Alla questione delle trivellazioni si aggiunge la questione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, tema che sarà affrontato nei prossimi giorni a Potenza. Ciò comporterebbe un ulteriore carico di servitù ambientali per la regione, confermando un pattern di localizzazione di attività inquinanti in territori che altre zone d’Italia rifiutano di ospitare.
Le forze riunite in conferenza stampa hanno ribadito la necessità di un cambio di rotta rispetto all’attuale approccio governativo. La Basilicata, secondo questa prospettiva, dovrebbe essere interessata da investimenti orientati verso le fonti energetiche rinnovabili, la salvaguardia ecosistemica, l’agricoltura di qualità, il turismo ecologico e l’innovazione tecnologica, piuttosto che verso l’ulteriore espansione del settore petrolifero.
Un capitolo particolare della protesta riguarda la posizione assunta da Fratelli d’Italia. Il partito, quando ricopriva un ruolo di opposizione, aveva organizzato mobilitazioni contro le attività estrattive. Oggi, facendo parte della maggioranza di governo, sostiene l’autorizzazione di nuovi pozzi. Particolarmente emblematico è il caso del senatore Gianni Rosa, in precedenza segretario regionale della formazione politica, attualmente membro della Commissione Ambiente del Senato, che in passato guidava le proteste e oggi mantiene il silenzio. Le organizzazioni che hanno preso parte alla conferenza affermano che i cittadini lucani hanno diritto a risposte chiare e coerenza politica, non a atteggiamenti opportunisti.
