Di Luca Franceschi
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“La ricerca della verità sulle stragi deve fondarsi su elementi concreti e documentali, non su teoremi ideologici”. È quanto sostiene il senatore Raoul Russo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Parlamentare Antimafia, intervenendo durante l’evento “La pista nera è depistaggio rosso” organizzato da Gioventù Nazionale presso il murales dedicato a Paolo Borsellino.
Secondo Russo, la cosiddetta pista nera non ha fino ad oggi prodotto elementi probatori solidi in grado di sostenerla. Il lavoro della Commissione Parlamentare Antimafia ha invece spostato l’attenzione verso il filone della mafia e degli appalti, un’area di investigazione che si presenta come seria, solida e rilevante dal punto di vista storico, meritevole di approfondimenti ulteriori e completi.
Il senatore interviene anche sulla questione della denuncia presentata ieri presso la Procura di Roma dall’avvocato Luigi Li Gotti, rivolta contro il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, il quale è stato ascoltato in Commissione Parlamentare antimafia tra il dicembre 2025 e aprile 2026 nell’ambito delle indagini condotte dal suo ufficio sulle stragi del 1992.
De Luca ha illustrato alla Commissione come l’ufficio da lui diretto ritenga solida la traccia investigativa incentrata sull’inchiesta “mafia e appalti” quale possibile movente della strage di via D’Amelio. Al contrario, ha ritenuto priva di fondamento la tesi che, basandosi sulle deposizioni di Domenico Romeo, Maria Romeo e Alberto Lo Cicero, attribuisce a Stefano Delle Chiaie un ruolo nelle stragi, ovvero la cosiddetta “pista nera”.
L’avvocato Li Gotti ha tuttavia denunciato De Luca presso il CSM e la Procura capitolina, imputandogli di non aver riferito alla Commissione l’esistenza di una richiesta di rinvio a giudizio per depistaggio, relativa a talune false dichiarazioni concernenti i presunti legami tra organizzazioni mafiose e ambienti di estrema destra.
Secondo la valutazione di Russo, l’accusa formulata da Li Gotti risulta infondata. La Procura aveva infatti già trasmesso alla Commissione, con ampio anticipo rispetto alle sedute auditive, sia la richiesta di rinvio a giudizio che Li Gotti denuncia come occultata, sia i provvedimenti di archiviazione riguardanti Stefano Delle Chiaie. Ulteriormente, il 26 febbraio 2026 il Procuratore ha consegnato alla Commissione l’intero dossier delle indagini e la completa documentazione processuale, fornendo gli strumenti necessari per esaminare e valutare la totalità degli elementi acquisiti.
Dall’analisi complessiva emerge con chiarezza la totale trasparenza dell’operato della Procura di Caltanissetta e l’assenza di qualsiasi occultamento di dati da parte del Procuratore De Luca.
“La denuncia presentata da Li Gotti nei confronti del procuratore De Luca rappresenta un atto grave e privo di fondamento”, afferma Russo. “La documentazione dimostra che la Commissione Parlamentare Antimafia ha ricevuto dalla Procura di Caltanissetta la totalità della documentazione pertinente, inclusi i fascicoli relativi alla cosiddetta pista nera, che si è rivelata incoerente e fragile. Chi oggi muove accuse di occultamenti ai danni di De Luca intende unicamente mettere in discussione la credibilità di un magistrato che ha dimostrato il coraggio di demolire ricostruzioni deboli e orientate ideologicamente circa le stragi del 1992. La nostra posizione rimane saldamente ancorata alla difesa della verità documentale, contrapponendosi a ogni tentativo di strumentalizzazione propagandistica”.
