Di Luca Franceschi
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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso di aprire un fascicolo sul caso Almasri e di richiedere spiegazioni all’Italia, una decisione che costituisce una pesante smentita per il governo Meloni, il ministro Carlo Nordio e il ministro Matteo Piantedosi. Strasburgo chiede conto di una scelta che ha suscitato indignazione a livello mondiale: la liberazione e il rimpatrio in Libia di un uomo ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità. A dichiararlo è Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Osama Almasri è accusato di essere responsabile di un sistema di abusi nei centri di detenzione libici che include torture, omicidi, stupri, violenze sessuali, persecuzioni e trattamenti disumani e degradanti ai danni di migranti e rifugiati, comprese donne e bambini. Le persone coinvolte sono state sequestrate, umiliate, picchiate, violentate e private di ogni diritto fondamentale. Di fronte a queste accuse di estrema gravità, il governo italiano non ha optato per la strada della giustizia internazionale ma per quella del rimpatrio nel Paese di origine.
Due presunte vittime hanno oggi trovato ascolto presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, un fatto che pesa significativamente sulla credibilità di un governo che sostiene di difendere la legalità ma che, nel caso Almasri, ha permesso a un presunto torturatore accusato di crimini contro l’umanità di sfuggire alla giustizia internazionale.
Bonelli conclude affermando che Meloni, Nordio e Piantedosi devono finalmente rivelare la verità al Parlamento e ai cittadini italiani riguardo a questa vicenda.
