Di Luca Franceschi
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L’Albania di Edi Rama, qualora fosse già membro dell’Unione Europea, non potrebbe autorizzare il progetto di cementificazione e distruzione dell’Isola di Sazan a favore di Ivanka Trump e di suo marito Jared Kushner. La normativa europea relativa agli habitat e alle Zone di Protezione Speciale renderebbe infatti impossibile questa operazione di speculazione edilizia. Il caso albanese coinvolge direttamente l’Unione Europea, sollevando un interrogativo cruciale: come si può consentire l’ingresso in Europa a uno stato che permette la devastazione di aree naturali e marine di straordinaria importanza ecologica?
Da giorni migliaia di cittadini albanesi protestano nelle piazze di Tirana contro il progetto di resort di Kushner, genero dell’ex presidente americano. L’opera prevede la cementificazione dell’isola incontaminata di Sazan e dell’area protetta di Vjosa-Narta, habitat naturale di fenicotteri, foche e tartarughe marine. Rischia la distruzione una regione caratterizzata da una biodiversità e un patrimonio culturale di valore inestimabile.
Il resort coprirebbe un’area che include non solo l’isolotto disabitato di Sazan, unica isola dell’Albania, ma anche le zone umide e gli habitat costieri del parco nazionale marino circostante. Queste acque rappresentano uno degli ultimi rifugi della foca monaca del Mediterraneo e ospitano, secondo BirdLife International, oltre 200 specie di uccelli, numerose delle quali a rischio di estinzione, tra cui fenicotteri e pellicani dalmati.
Le forze di polizia hanno caricato i manifestanti, mentre il primo ministro ha sfidato la protesta dichiarando pubblicamente: “Non c’è alcuna possibilità che questo investimento si fermi finché sono io qui.”
Ora anche la procura anticorruzione albanese SPAK ha aperto un’indagine sulle modifiche apportate nel 2024 allo status di area protetta e alla proprietà terriera che hanno facilitato il progetto.
La questione in gioco in Albania riguarda contemporaneamente l’ambiente, la democrazia e la sovranità nazionale. Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha rinnovato la solidarietà ai cittadini albanesi che resistono a quella che definisce una svendita del loro Paese, chiedendo all’Unione Europea di bloccare la speculazione e sospendere il processo di adesione dell’Albania. Secondo Bonelli, uno stato non può entrare in Europa dopo aver violato le normative ambientali che successivamente dovrebbe far rispettare nel proprio territorio.
