(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Unc: le top ten dei rincari da inizio guerra. Da febbraio: gasolio per riscaldamento +32,6%, Gasolio per mezzi di trasporto +17,5%, Benzina +13,5%. L’Unione Nazionale Consumatori che ha elaborato i dati resi noti ieri dall’Istat relativi all’inflazione di maggio per stilare la classifica dei maggiori rincari da febbraio 2026, ossia da quando è scoppiata la guerra in Medio Oriente. Medaglia d’oro per il Gasolio per riscaldamento che, per via dell’effetto Iran, in appena 3 mesi è decollato del 32,6%. Al secondo posto i Supporti di registrazione (CD-R, CD-RW, DVD-R, DVD-RW) con +28,6%, medaglia di bronzo per Noleggio e riparazione di articoli sportivi con +22,4%.
Appena giù dal podio, la prima voce legata agli effetti indiretti della chiusura dello Stretto di Hormuz, derivanti dalla traslazione dei costi delle aziende sui consumatori finali, con Altra frutta (uva, kiwi, meloni, cocomeri) salita del 20,9%, seguita a ruota dalla Frutta a nocciolo (mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, prugne, susine) che costa il 20,3% in più rispetto a febbraio. Si segnala poi, in ottava posizione, nonostante lo sconto sulle accise, il Gasolio per mezzi di trasporto che paghiamo il 17,5% in più, seguito da Altri carburanti per mezzi di trasporto (gpl, gas metano, ricarica elettrica) con +14,7%. Chiudono la top ten Legumi (piselli, fagiolini) e Gas naturale distribuito tramite rete, entrambe con 13,6%.
Appena fuori dalla top ten la Benzina che si infiamma del 13,5%. Spiccano poi, il Trasporto aereo internazionale (13° posto, +12,9%), Agrumi (14°, +11%), Fragole e mirtilli (15°, +10%), Trasporto marittimo (16°, +9,2%), Noleggio di mezzi di trasporto (17°, +7,8%), Carote, agli e cipolle (18°, +7,6%), Alberghi. motel, pensioni e simili (19°, +7,3%)
Chiudono la top 20 le Patate con +5,2%.
“Nella top 20, ben 8 voci solo legate in modo diretto alla chiusura dello Stretto di Hormuz, dato che riguardano carburanti e costi energetici, 7 voci dipendono dagli effetti indiretti dovuti al rialzo dei costi di trasporto ed energetici che incidono rapidamente su frutta e verdura. Insomma, la guerra sta determinando effetti devastanti per le tasche delle famiglie. I dati ci dicono che quello che ha fatto il Governo sul fronte dei carburanti è stato insufficiente, mentre sul fronte energetico il nulla partorito dall’Esecutivo ha fatto decollare i prezzi, anche se per fortuna la fine della stagione termica ha salvato gli italiani dalla stangata del caro gasolio per riscaldamento e da quella del gas” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
L’associazione ha stilato anche le classifiche dei rialzi congiunturali e tendenziali di maggio.
Nella top ten dei rincari mensili (tabella n. 2) si segnala al 4° posto la Benzina, che per la scelta nefasta del Governo (decreto-legge n. 63 del 30 aprile 2026) di ridurre a partire da maggio lo sconto sulle accise da 20 a 5 cent, aumenta in un solo mese del 6,9%. Mentre sul podio troviamo al 1° posto il Noleggio degli articoli sportivi con +22,4%, al 2° Albicocche, ciliegie, pesche che in appena 30 giorni registrano un incremento del 18,8% in più, al terzo Uva, kiwi e meloni con +12%.
Quanto alla classifica rispetto a maggio 2025 (tabella n. 3), anche se non consente di fotografare in modo esatto la scossa dovuta alla guerra e la velocità dello shock, è significativa rispetto alle voci di carattere stagionale. In ogni caso segnaliamo al 2° posto il Gasolio per riscaldamento con +36,9% rispetto a un anno fa, il Gasolio per mezzi di trasporto (4° posto, +25,2% su maggio 2025), Benzina (8°, +10,7%), Gas (14°, +8,9%), Elettricità (18°, +7,2%) .


