(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Trentino: Cattoi (Lega), lupi non sono a rischio. Basta con politica da salotto. Noi dalla parte di chi vive e ama davvero montagna. “Leggo che alcune associazioni animaliste stanno valutando un ricorso al Consiglio di Stato per bloccare l’abbattimento dei lupi in Trentino. Ancora una volta, ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di chi pretende di decidere le sorti delle nostre montagne, senza conoscerne minimamente la realtà. Parliamo di richieste distanti anni luce da chi vive in queste piccole comunità, da chi lavora ogni giorno per mandare avanti aziende agricole, attività pastorali e piccole – essenziali – realtà economiche. È una vergogna anche solo pensare che per qualcuno la sopravvivenza di una specie, che non è assolutamente a rischio, venga considerata più importante della tenuta sociale, economica e ambientale di interi territori.
Il lupo non è a rischio estinzione, come già sancito a livello europeo: il suo declassamento da specie ‘super protetta’ a ‘protetta’ (attualmente in corso di recepimento dopo la modifica della Convenzione di Berna) è un passo importante che permetterà finalmente interventi di contenimento mirati e immediati, anche attraverso prelievi su base regionale, come previsto anche dal Ddl Montagna, di cui sono relatrice. Questo disegno di legge, voluto dal ministro Calderoli e sostenuto con forza dalla Lega, ha come obiettivo proprio quello di fermare lo spopolamento e restituire dignità a chi vive e lavora in montagna. Purtroppo, c’è una parte politica a cui piace fare retorica da salotto, totalmente scollegata dalla realtà e incapace di comprendere che senza l’uomo, la montagna muore.
Se gli allevatori abbandonano le malghe non è solo l’economia locale a soffrirne, ma tutto il territorio: non ci sarà più manutenzione, non ci sarà più cura del paesaggio, e aumenterà il rischio di frane, incendi e degrado ambientale. Per questo dobbiamo dare il pieno sostegno alla richiesta di abbattimento portata avanti dal Presidente Fugatti, che condividiamo perché risponde alle richieste di chi vive il nostro territorio. Noi stiamo dalla parte di chi vive e ama davvero la montagna e dalla parte di chi, con sacrificio e resilienza, lavora duro e con amore, pur non avendo la garanzia di uno stipendio sicuro”.
