(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nuovi dazi Usa sul lavoro forzato: Per l’Unione Europea tariffe al 10% .Gli Stati Uniti hanno annunciato i nuovi dazi contro decine di partner (59 paesi più le nazioni dell’Unione Europea) che dalla mezzanotte americana di giovedì 23 luglio 2026 sostituiscono tariffe globali in scadenza del 10%. I nuovi dazi sono compresi tra il 10% e il 12,5%. L’amministrazione Trump ha trovato un nuovo appiglio giuridico nell’inadeguata lotta al lavoro forzato da parte dei Paesi terzi (Section 301 del Trade Act del 1974, che consente al presidente americano rappresaglie anti-discriminazione nei confronti del Made in Usa al termine di indagini condotte dell’amministrazione), nella speranza di evitare un nuovo stop da parte della Corte Suprema americana, come già accaduto nel febbraio scorso.
L’intesa raggiunta lo scorso anno in Scozia tra Stati Uniti ed Europa, e ratificata dal Parlamento Europeo nei mesi scorsi, dovrebbe mettere al riparo le imprese europee, e quindi anche per le aziende italiane, garantendo un tetto massimo daziario del 15%. Restano, inoltre, in vigore le varie eccezioni come i dazi su alluminio e acciaio e le esenzioni già introdotte.
“È fondamentale – afferma Riccardo Garosci, Presidente Aice – Associazione Italiana Commercio Estero e Vice Presidente Confcommercio con incarico all’Internazionalizzazione – che l’intesa tra UE e USA trovi finalmente piena applicazione per fornire un quadro normativo certo e stabile alle aziende italiane esportatrici. Sosteniamo anche l’iniziativa della Commissione europea di chiedere esenzioni daziarie sull’export verso gli Usa di alcuni prodotti chiave, come ad esempio vino, formaggi, robotica industriale, ecc.”
L’UE, infatti, ha rispettato gli impegni sottoscritti eliminando i dazi su centinaia di prodotti industriali e agricoli statunitensi a partire dal primo luglio di quest’anno. Ci si aspetta ora lo stesso impegno da parte americana nei confronti dei prodotti europei designati.
