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AERO * GIORNATA VENTO: «ATTESI 70 GW DI EOLICO OFFSHORE IN EUROPA AL 2030, OPPORTUNITÀ IRRIPETIBILE PER L’ITALIA»

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14.17 - sabato 14 giugno 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“In occasione della Giornata Mondiale del Vento di domani, 15 giugno, celebriamo con convinzione il ruolo cruciale che l’eolico offshore può svolgere nella transizione energetica dell’Italia. L’energia generata dal mare non è più una prospettiva futura, ma una leva strategica per decarbonizzare il sistema energetico nazionale, creare occupazione e rilanciare le economie locali. I dati di WindEurope parlano chiaro: in Europa si sta realizzando un’agenda ambiziosa, con un obiettivo di 70 GW di offshore entro il 2030 (e un potenziale fino a 99 GW in scenari accelerati).

In Italia è ora di passare all’azione. Il nostro paese, grazie alle risorse portuali, alla competenza del cluster industriale e alla capacità ingegneristica, ha un’occasione unica per diventare protagonista nel Mediterraneo. Per poterla cogliere, tuttavia, serve un impulso deciso: occorre una prospettiva di coordinamento per il settore a partire da una centralità che la politica deve fare sua», lo dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente di Aero.

«In questo quadro dobbiamo ribadire che la mancata convocazione nel 2025 di aste del decreto FER2 dedicate all’eolico offshore non consentirà al nostro paese di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, con l’enorme rischio che si allontani ulteriormente l’indipendenza energetica. A questo si aggiunga anche l’incredibile ritardo nella pubblicazione del decreto ministeriale relativo ai porti dedicati agli hub infrastrutturali per l’eolico offshore, che da mesi viene ripetutamente annunciato dal Ministro dell’Ambiente e della Transizione Ecologica e che è atteso fortemente da tutta la filiera nazionale del settore delle rinnovabili dal mare.

Questi due atti sono straordinariamente importanti per il futuro del paese», continua il presidente di Aero.
«Chiediamo con forza che si ritorni sulla decisione di escludere l’eolico offshore dalla procedura di aste FER2 nel 2025, procedura che avrebbe potuto già essere avviata, con un primo contingente, considerati i quattro progetti (2200 MW) già autorizzati in V.I.A. e un quinto progetto in arrivo con ulteriori 1100 MW di potenziale, su un totale di 3800MW previsti dal decreto. È chiaro che gli imprenditori sono molto preoccupati, avendo investito già circa 170 milioni di euro nello sviluppo di progetti offshore lungo le nostre coste, e guardano con interesse a paesi europei dove c’è maggiore coerenza tra pianificazione ed esecuzione della strategia energetica. AERO rappresenta una filiera già pronta a investire: cantieristica, ingegneria marina, servizi logistici e formazione specialistica. Realizzare oggi l’eolico offshore significherebbe non solo produrre energia pulita, ma ammodernare infrastrutture portuali, creare occupazione diretta e indotto qualificato. Il vento che soffia sui nostri mari è una risorsa che l’Italia deve assolutamente presidiare», conclude Mamone Capria.

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