(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Alla proposta di Transdolomites di promuovere un’Alleanza per le Dolomiti, da Roma risponde Uncem, unione nazionale comuni, comunità ed enti montane.
Nel novembre 2025 Transdolomites aveva diffuso un comunicato stampa con la proposta di avviare una strategia strutturata e diffusa nelle Dolomiti per affrontare in modo concreto la pianificazione del futuro delle Dolomiti.
Patrimonio mondiale dell’Umanità iscritte nella lista nel 2009 esse sono un ecosistema straordinario ma, allo stesso tempo estremamente delicato. Il traffico intenso specialmente nei periodi di massiccia presenza turistica rappresenta una delle sfide ambientali più urgenti da affrontare attraverso robuste politiche di mobilità sostenibile. L’obiettivo è duplice: ridurre l’impatto ambientale della mobilità e migliorare l’esperienza di chi visita questi luoghi.
Transdolomites ritiene che i tempi siano più che maturi per fare un deciso salto di qualità nelle azioni da avviare . Ciò alla luce della crescente sensibilità nelle valli. La nostra proposta è perciò quella di “ istituzionalizzare” con la costituzione di gruppo di lavoro dolomitico il progetto di un’ Alleanza per le Dolomiti nella quale si parli con una voce unica che voli al di sopra dei confini amministrativi.
Un tavolo attorno al quale siano chiamati a partecipare le Province di Bolzano, Trento, Belluno, i Comuni, Aziende di promozione turistica, forze dell’ordine, associazioni di categoria e associazioni ambientaliste, società impianti a fune, operatori della mobilità locali.
La grande emergenza è dovuta al traffico: è locale e transfrontaliero e non conosce confini. Impensabile e perdente affrontare la battaglia con un approccio minimalista e puntualmente locale. Servono scelte politiche di peso e con un approccio europeo.
Nell’Unione Europea l’Alta velocità avanza. Le ferrovie connettono sempre più i territori all’interno degli Stati membri dell’Unione ed anche l’offerta di nuovi collegamenti ferroviari si prospettano a breve sulla linea del Brennero.
Nel 2032 è prevista l’entrata in esercizio della galleria ferroviaria di base del Brennero. Nei tempi di viaggio l’Unione Europea è sempre più vicina a noi ma è nell’Euregio, nelle Dolomiti che si crea il collo di bottiglia, troviamo la palude. Ma anche l’isolamento delle periferie montane crescerà rispetto ai territori che beneficieranno sempre più di servizi di mobilità su gomma e ferro.
Chi abita nelle valli della regione dolomitica non può continuare a ignorare questi cambiamenti : non possiamo più permetterci di perdere il treno del futuro. Cosa proponiamo con Alleanza delle Dolomiti?:Avere un approccio ai temi della mobilità-turismo ambiente di ampio respiro e visione.
Potenziamento dei servizi di mobilità pubblica su gomma ove al momento non è presente la ferrovia: Il potenziamento dei servizi deve essere intermodale dalla ferrovia del Brennero fino alle valli. Potenziamento dei servizi pubblici interni nelle valli e in direzione dei passi non solo nelle stagioni turistiche ma anche durante l’anno.
Coinvolgimento della società civile nella pianificazione degli orari dei mezzi pubblici. Gli orari si costruiscono partendo dal basso ( dalle comunità) e non calati dall’alto degli uffici. Serve una convergenza in questo percorso.
La sicurezza stradale
Una posizione comune nei riguardi di chi propone l’organizzazione dei raduni motoristici e di chi li organizza in via arbitraria. Bisogna avere il senso di consapevolezza che disincentivare questi comportamenti per niente in linea con il valore ambientale delle dolomiti genererà un vantaggio qualitativo generale ed una ricaduta d’immagine di ampio respiro.
Creare una visione d’insieme dell’offerta dei servizi di mobilità che non sia polverizzata. Ferrovia, trasporto pubblico locale, impianti di risalita devono entrare a far parte di un’unica strategia. Si impari finalmente dalla Svizzera dove 350 società che offrono servizi di mobilità ( ferro, gomma, fune, su acqua) fanno parte di un marketing che promuove in tutto il mondo l’offerta turistica attraverso la mobilità pubblica.
Non ultimo stimolare il coraggio di avere l’ambizione a guardare a progetti ambizioni. BASTA STRADE. E’ GIUNTO IL TEMPO DEL RITORNO DELLE FERROVIA DI VALLE NEL CUORE DELLE DOLOMITI. NON E’ UN CAPROCCIO MA UNA NECESSITA’ URGENTE.
La voce di Transdolomites non è caduta nel vuoto.
Ad inizio gennaio 2026 una comunicazione giunta da Roma, inaspettata e quanto mai gradita.
La Segreteria di Presidenza di UNCEM Nazionale www.uncem.it sede di Roma recante la firma di Sonja Santillo, incaricata del Presidente Marco Bussone ci ha contattati via mail dopo aver letto l’articolo del novembre 2025. Nella comunicazione UNCEM Nazionale ha manifestato tutta la disponibilità dell’Unione ad un ragionamento congiunto con Transdolomites che metta al centro i territori e le necessità di chi li abita e vive ogni giorno.
Uncem, unione nazionale comuni, comunità ed enti montane è l’organizzazione nazionale unitaria, presente in ogni realtà regionale con proprie delegazioni, che da oltre 60 anni raggruppa e rappresenta i comuni interamente e parzialmente montani le comunità montane e le Unioni di comuni montani, oltre ad associare varie amministrazioni ed enti (province, consorzi, camere di commercio) operanti in montagna, per un bacino territoriale pari al 54% di quello nazionale e nel quale risiedono oltre 10 milioni di abitanti.
Lieti dell’invito ricevuto abbiamo subito confermato la nostra disponibilità alla collaborazione. Il tema della mobilità a nostro avviso è la via maestra da affrontare. Sfida alla quale nessuno può sottrarsi. Parlare di mobilità non significa solo infrastrutture e servizi, ma dotarsi di una pianificazione strategica che metta avanti almeno i prossimi 50 anni; il consumo del suolo, energia, emissioni; il settore dei trasporti è responsabile del 30% delle emissioni ed il trasporto su gomma è responsabile del 84% dei costi negativi mentre la ferrovia è responsabile solo del 4%.
Altro tema scottante è quello dei cambiamenti climatici che stanno producendo effetti devastanti su tutto il pianeta e che vede le Alpi il territorio che maggiormente ne subisce le conseguenze.
Il problema non riguarda solo l’inverno con la rarefazione delle nevicate, le incognite delle stazioni sciistiche alle quote inferiori ai 1600-1500 metri. Bisogna guardare a tutto l’anno
Nell’ambito dei cambiamenti climatici le sfide sono due:
La mitigazione delle temperature mette a disposizione tre buone stagioni; primavera, estate, autunno.
Le isole di calore urbane” (UHI), fenomeni per cui le aree urbane sono significativamente più calde delle campagne circostanti a causa di asfalto, cemento, edifici, e scarso verde, intrappolando il calore e raggiungendo picchi di 3-7°C o più elevati, con conseguenze su salute pubblica e vivibilità spingo alla fuga dalle città. Questo fenomeno unito agli effetti devastanti del traffico sono un mix sul quale agire con urgenza.
Investire in ferrovia significa governare la transizione dalla gomma al ferro e collegare questo alle montagne significare governare i flussi di traffico ivi diretti.
Il treno è mobilità elettrica per eccellenza e quella che utilizza meno suolo rispetto alla strada. Spostare la gente dalla strada alla rotaia significa automaticamente ridurre le emissioni e quindi intervenire sulle emissioni dei gas clima alteranti.
Alleanza delle Dolomiti per costruire una Alleanza a livello alpino è il secondo livello di azione che auspichiamo. Questo dovrà coinvolgere ulteriori soggetti come le Istituzioni Europee, gli Stati membri alpini dell’Unione Europea ed EUSALP la Strategia Macroregionale Alpina (EU Strategy for the Alpine Region.
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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites
