(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il comunicato stampa diffuso nel mese di novembre a firma di Transdolomites riguardo il crescente problema dei raduni motoristici nelle Dolomiti ha avuto un notevole eco e riscosso un’attenzione positiva che è andata ben oltre le nostre previsioni.
Fosse stato diffuso qualche anno sarebbe caduto nel silenzio, avrebbe urtato troppi interessi particolari.
Nel giro qualche anno qualche cosa è cambiato e sta cambiando. Il valore Unesco delle Dolomiti come patrimonio mondiale dell’Umanità pur iscritte nella lista nel 2009 ora sta producendo consapevolezza e volontà di tutelare l’ambiente dolomitico. Un ecosistema straordinario, ma al contempo estremamente delicato. Il traffico intenso, specialmente nei mesi dalla tarda primavera all’autunno, rappresenta una delle sfide ambientali più urgenti che si deve affrontare attraverso politiche di mobilità sostenibile. L’obiettivo è duplice: ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’esperienza di chi visita le nostre montagne.
La posizione di Transdolomites è che i tempi sono maturi per fare un deciso salto di qualità. I ragionamenti di principio siano “ istituzionalizzati” in un gruppo di lavoro dolomitico ; un’ Alleanza per le Dolomiti nella quale si parli con una voce unica che voli al di sopra dei confini amministrativi.
Un tavolo attorno al quale siano chiamati a partecipare le Province di Bolzano, Trento, Belluno, i Comuni, Aziende di promozione turistica, forze dell’ordine, associazioni di categoria e associazioni ambientaliste, società impianti a fune, operatori della mobilità locali.
Mettiamo però in chiaro subito una cosa ; non è nella nostra mente un tavolo funzionale a produrre enunciazioni ma lo strumento al quale si aderisca solo se si è convinti di agire. Come destinazione turistica di fama mondiale, le Dolomiti importano da ogni dove il problema traffico. Al loro interno questo problema viene amplificato con gli spostamenti al loro interno ai quali si aggiunge la non indifferente mole di traffico prodotto dai residenti.
Il problema del traffico è transfrontaliero non conosce confini. Se nelle Dolomiti si pensa di affrontare la battaglia con un approccio minimalista e a livello localista, si continuerà a perdere. Basta con le scelte politiche timide. Lo sguardo deve andare molto oltre le vette delle montagne, si deve acquisire la consapevolezza che il bacino minimo da cui attingere nei ragionamenti è il continente europeo.
Nell’Unione Europea l’Alta velocità avanza. E’ in previsione di collegare con A.V. tutte le capitali europee. Le ferrovie connettono sempre più i territori all’interno degli Stati membri dell’Unione. Nel 2032 è prevista l’entrata in esercizio del galleria ferroviaria di base del Brennero. L’offerta di servizi Alta Velocità e trasporto regionale su ferro nella nostra regione è destinato a crescere. Nel tempi di viaggio l’Unione Europea è sempre più vicina a noi ma è nell’Euregio, nelle Dolomiti che si crea il collo di bottiglia, troviamo la palude.
Si arriverà velocemente in treno a Bolzano a Trento. Ci si attende che dall’attuale 10% di turisti che oggi ci raggiungono in treno, dal 2032 in avanti possano diventare il 20 o 30%. Ma dalle città alle destinazioni turistiche questa massa come potrà proseguire il viaggio?
Chi abita nella regione dolomitica non può continuare a ignorare quello che sta avvenendo attorno a loro perché il problema è anche loro e non possono più permettersi di perdere il treno del futuro.
Cosa proponiamo per l’Alleanza delle Dolomiti?
Avere un approccio ai temi della mobilità-turismo ambiente di ampio respiro e visione.
Servizi di mobilità pubblica su gomma: potenziamento dei collegamenti dal corridoio del Brennero fino alle valli,.
Potenziamento dei servizi pubblici nelle valli e in direzione dei passi non solo nelle stagioni turistiche ma anche durante l’anno.
Coinvolgimento della società civile nella pianificazione degli orari dei mezzi pubblici.
Gli orari si costruiscono partendo dal basso ( dalle comunità) e non calati dall’alto degli uffici. Serve una convergenza in questo percorso.
La sicurezza stradale
Una posizione comune nei riguardi di chi propone l’organizzazione dei raduni motoristici e di chi li organizza in via arbitraria. Bisogna avere il senso di consapevolezza che disincentivare questi comportamenti per niente in linea con il valore ambientale delle dolomiti genererà un vantaggio qualitativo generale ed una ricaduta d’immagine di ampio respiro.
Creare una visione d’insieme dell’offerta dei sevizi di mobilità che non sia polverizzata. Ferrovia, trasporto pubblico locale, impianti di risalita devono entrare a far parte di un’unica strategia. Si impari finalmente dalla Svizzera dove 350 società che offrono servizi di mobilità ( ferro, gomma, fune, su acqua) fanno parte di un marketing che promuove in tutto il mondo l’offerta turistica attraverso la mobilità pubblica.
Non ultimo stimolare il coraggio di avere l’ambizione a guardare a progetti ambizioni.
BASTA STRADE. È GIUNTO IL TEMPO DEL RITORNO DELLE FERROVIA DI VALLE NEL CUORE DELLE DOLOMITI. NON È UN CAPRICCIO MA UNA NECESSITÀ URGENTE.
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