SMI Trentino trova parziale e bizzarro quanto risulta dagli articoli di stampa sui numeri di violenza fra i medici, pubblicati oggi sui quotidiani trentini.
E non è dato sapere se l’incongruenza derivi da quanto Asuit e Provincia abbiano inviato, come scheda di rilevamento, all’Osservatorio Nazionale per la violenza sui professionisti (ONSEPS) riguardante l’attività dei professionisti sanitari nel 2025, verificabile sul sito del Ministero della salute.
O da come l’Osservatorio abbia raccolto tali dati. Inoltri gli articoli di stampa si sono concentrati sulle figure ospedaliere. Mentre mancano le figure del territorio, che sono ben espresse, invece, nelle rilevazioni dell’ONSEPS.
Leggendo i dati pubblicati per il Trentino, nella pagina dell’Osservatorio, sembrerebbe che siano segnalati da Asuit/PAT meno di tre casi di violenza fra complessivamente tutti i medici di medicina generale e tutti i pediatri di libera scelta nel 2025.Noi di SMI, senza scomodare tutti gli altri, abbiamo contezza di numeri decisamente diversi.
In ogni incontro fra colleghi ,informale, solo i casi di violenza verbale raccontati ammontano almeno uno a testa (438); inoltre è noto che almeno un medico avrebbe segnalato ad APSS/Asuit, nello scorso anno, almeno 50 violenze /aggressioni tra fisiche e verbali a se stesso e al proprio personale di studio.
Sembrerebbe che tali rilevazioni siano state raccolte sempre dal personale ASUIT via mail.
Per questo, a nostro parere, appare fuorviante.questa rilevazione, dichiarata dalla Provincia sui quotidiani di oggi, dal momento che, secondo le nostre stime, invece, se dovessimo calcolare i soli medici di medicina generale, saremmo quindi su numeri decisamente superiori con doppio zero, quanto a rilevazioni di violenze/aggressioni in Trentino!
Senza contare tutti quelli che lavorano ,ogni mese, nelle venti sedi di continuità assistenziale. E senza prendere in considerazione, con altrettante minacce, i centoottanta del personale di supporto al nostro lavoro.
Vale infine la pena considerare, anche, che non si possono fare rilevazioni sui medici convenzionati tramite INAIL, dal momento che abbiamo un Ente autonomo, Enpam, che è ente distinto.
In ogni caso non si dice da nessuna parte che ,nel tavolo tecnico presente in Provincia di Trento,non c’è, come sembrerebbe invece previsto dal Rapporto nazionale ,la presenza di un componente della medicina generale.
Non si capisce, quindi, come possa fare la medicina generale a rilevare ,a livello provinciale, con le violenze che i propri medici subiscono ogni giorno, i riferimenti che riportano i nostri professionisti riguardanti le violenze verbali ,le aggressioni fisiche, etc.
Come non si demarca neppure che gli stessi collaboratori di studio e il nostro stesso personale sono soggetti allo stesso tipo di violenze, in maniera sempre più grave. Non esiste al momento alcun coordinamento tra la Polizia e gli studi dei nostri medici, soprattutto di guardia medica.
E nelle violenze fisiche subite da una nostra dottoressa di guardia sono arrivate solo parole di circostanza di Tonina e Ferro, non supportate nei giorni successivi da nulla più che chiudere le guardie nelle sedi, apribili solo su prenotazione.
Riguardo infine alle misure di sicurezza che vanno dalle telecamere a circuito chiuso fino al braccialetto al polso degli operatori del PS ospedaliero, ricordiamo che abbiamo 108 medici a tempo determinato, nelle sedi ex guardie mediche, che non solo non hanno braccialetti elettronici o pulsantiere in studio, ma neppure telecamere a circuito chiuso che riprendano le violenze di notte.
Nonostante un accordo, vari anni fa, con l’ex Assessore Segnana stessa. E a domicilio vanno sempre soli e non accompagnati da un secondo collega come invece raccomandato nelle stesse raccomandazioni.
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dr.Nicola Paoli
Segretario SMI Trentino
