(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SCUOLA TRASFORMATA IN COMMISSARIATO: IL PROTOCOLLO PROVINCIALE È DA CESTINARE SUBITO.
Il caso del sedicenne di Rovereto a giudizio per una cintura da 20 euro svela il “frutto malato” delle linee guida provinciali. La consigliera provinciale Francesca Parolari ha depositato un’interrogazione urgente: “Sospendere l’applicazione e restituire dignità alla funzione educativa della scuola”.
Trasformare i presidi in passacarte, azzerare il dialogo con le famiglie, cancellare il buon senso e sostituire il voto in condotta con un rinvio a giudizio. È questo il bilancio, tanto grottesco quanto inquietante, a un anno e mezzo dall’introduzione del “Protocollo per le segnalazioni all’Autorità Giudiziaria” voluto fermamente dall’Assessora Francesca Gerosa e siglato nel novembre 2024.
A scoperchiare il vaso di Pandora è la denuncia pubblica del legale di un ragazzo di 16 anni di una scuola di Rovereto. Il giovane è stato indagato, trascinato davanti al Tribunale per i Minorenni e infine prosciolto per “reato impossibile” solo dopo mesi di gravissimo stress psicologico e familiare. La sua colpa? Aver ordinato online, su richiesta di alcuni compagni di classe, una cintura contraffatta del valore di venti euro. Una classica “ragazzata” che in qualsiasi ordinamento scolastico avrebbe trovato sanzione e riscatto in un percorso educativo interno e che invece, a causa del Protocollo, è diventata un dossier penale sul tavolo della Procura..
Il Protocollo impone ai dirigenti l’obbligo di inoltrare la denuncia alla Procura vietando esplicitamente qualsiasi accertamento interno, precludendo persino la possibilità di sentire lo studente o di avvisare la famiglia prima dell’invio. La scuola non valuta più, non educa più: esegue.
“Siamo di fronte a un pericoloso automatismo burocratico che svilisce la sensibilità pedagogica del corpo docente e abdica al ruolo fondante della scuola” sostiene la Consigliera Francesca Parolari.
Gli avvocati, gli psicologi, gli assistenti sociali e i servizi territoriali avevano espresso duri giudizi contrari già al momento della firma nel 2024. Oggi i nodi vengono al pettine.
Attraverso l’interrogazione la Consigliera Parolari chiede a Giunta e Assessorato competente:
I numeri del fenomeno: Quante denunce e segnalazioni sono partite dalle scuole trentine dal novembre 2024 a oggi? Quanti altri “casi-cintura” o interpretazioni rigide di elaborati scolastici si nascondono nel silenzio delle aule?
L’impatto sul ruolo dei docenti: Se non si ritenga che l’azzeramento dello spazio di mediazione educativa offenda la professionalità dei dirigenti e degli insegnanti.
La richiesta di stop immediato: Quali azioni urgenti intenda porre in essere l’Assessora per porre rimedio a tali criticità, fra le quali la più immediata sarebbe la sospensione dell’applicazione del Protocollo.
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consigliera Francesca Parolari
Gruppo Provinciale Partito Democratico del Trentino
