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COPPOLA (CONSIGLIO PAT – AVS) * OLIMPIADI MILANO-CORTINA: «CONTI IN ROSSO E UN’EREDITÀ PESANTE PER I TERRITORI, IL TRENTINO CHIAMATO A PAGARE IL CONTO»

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14.52 - martedì 21 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Olimpiadi Milano-Cortina: conti in rosso e un’eredità pesante per i territori. Il Trentino chiamato a pagare il conto: tutto insostenibile. La narrazione trionfalistica delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si infrange contro la realtà dei numeri: un deficit previsionale di 310 milioni di euro, di cui 230 milioni derivanti da maggiori costi e 80 milioni da minori entrate. È questo il bilancio emerso il 9 aprile scorso, nel corso dell’ultima riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione Milano-Cortina.

Un “buco” che, qualora confermato al 31 dicembre alla chiusura definitiva del bilancio e della stessa Fondazione, dovrà essere ripianato dai soci pubblici: Stato, Regioni, Province autonome e Comuni coinvolti. Ancora una volta, dunque, saranno i territori e i cittadini a farsi carico delle conseguenze di una gestione che solleva interrogativi pesanti.

Nonostante un possibile intervento del CIO superiore ai 100 milioni di euro, il conto per gli enti locali resta salato: circa 20 milioni per il Trentino, 5 per l’Alto Adige, una sessantina per la Lombardia e 26 milioni per il Veneto. Risorse pubbliche che si aggiungono agli ingenti investimenti già sostenuti.

In Trentino, infatti, sono stati realizzati interventi rilevanti: dal trampolino di Predazzo allo stadio del fondo del Lago di Tesero, fino al villaggio olimpico e alle infrastrutture viarie. A questi si aggiunge lo stadio del ghiaccio di Miola, riaperto dopo due anni di lavori e destinato a ulteriori investimenti per quasi 30 milioni in vista delle Olimpiadi giovanili del 2028. Opere importanti, certo, ma che non possono oscurare il peso di un’eredità finanziaria tutt’altro che sostenibile.

Alla base delle Olimpiadi diffuse c’era l’idea di utilizzare strutture esistenti per evitare il fenomeno del successivo abbandono. A Predazzo sono state demolite le vecchie rampe che sono state sostituite da due nuove, a Livigno le piste olimpiche sono state costruite accanto allo snow-park esistente. Allo stesso modo non è stata recuperata la vecchia pista di bob di Cortina, scartando l’ipotesi di usare piste già esistenti all’estero, il che avrebbe intaccato, secondo il Governo, la sovranità italiana sui giochi. Ne è costruita una nuova costata 120 milioni di euro e per farla è stato necessario abbattere un bosco.

La sostenibilità ambientale di queste Olimpiadi resta una grande criticità per molteplici motivi. Basti pensare che è stato necessario produrre 1,6 milioni di metri cubi di neve artificiale (l’equivalente di 640 piscine olimpioniche riempire di neve). Si è verificato un grande dispendio di energia prendendo grandi quantità di acqua dai fiumi. Fortunatamente le nevicate hanno attutito i rischi per l’approvvigionamento locale.

A fronte di un patrimonio infrastrutturale stimato in circa 3 miliardi di euro, emerge quindi un modello che scarica sui territori i rischi economici e ambientali, lasciando aperte domande fondamentali sulla gestione delle risorse. Per valutare l’impatto economico ambientale di queste Olimpiadi “sostenibili” in realtà serviranno anni ed è ancora troppo presto per capire che fine faranno le opere realizzate.

E’ necessario un cambio di passo che ristabilisca trasparenza, responsabilità e una valutazione rigorosa dell’impatto reale dei grandi eventi sui territori. Perché il rischio è che, dietro le luci delle Olimpiadi, resti soprattutto il conto da pagare.

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Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra

 

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