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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: CORDINO SUNFLOWER, IDROGENO VERDE, SEDUTE DEL CONSIGLIO NEI COMPRENSORI»

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18.32 - martedì 3 febbraio 2026

Mozioni di Team K/SVP/Fratelli d’Italia/La Civica, Wir Bürger, Süd-Tiroler Freiheit.

Con la mozione 336/25, Introduzione nella Provincia autonoma di Bolzano dell’utilizzo, in modo volontario, del cordino sunflower per persone affette da autismo e altre disabilità non visibili, EMENDATA, la cui discussione era già stata avviata il 26 novembre scorso, Franz Ploner (Team K) proponeva di impegnare la Giunta 1) a sostenere finanziariamente le associazioni che realizzano progetti sulle disabilità invisibili, come il “cordino sunflower”, previa verifica dei vigenti criteri in materia di concessione di contributi; 2) ad attuare campagne informative nelle lingue ufficiali della provincia nonché in lingua facile sul tema delle disabilità invisibili al fine di creare consapevolezza nei confronti delle persone affette da autismo e altre disabilità invisibili; 3) a incaricare gli uffici provinciali competenti di svolgere corsi di formazione sul tema delle disabilità invisibili;4) a fornire alle organizzazioni delle persone interessate un sostegno finanziario in forma di contributi per la messa a punto e la distribuzione di materiale informativo sultema delle disabilità invisibili.

Anche i consiglieri Staudere Deeg, ha detto Ploner, intendevano firmare la mozione.

Alcune disabilità e malattie croniche, spiegava nelle premesse, non sono sempre identificabili per chi gode di buona salute: diventa quindi spesso difficile capire che una persona con una disabilità non visibile o una malattia cronica ha realmente bisogno di supporto fisico e/o psicologico.

Dare visibilità alle disabilità invisibili è un obiettivo fondamentale, che può essere raggiunto con uno strumento semplice come il cordino con i girasoli, utilizzato in maniera volontaria da persone con disabilità non visibili e/o dalle loro figure di riferimento ed esclusivamente in situazioni di necessità o di potenziale instabilità.

Con il cordino sunflower si vuole segnalare in modo discreto una disabilità non immediatamente riconoscibile e il possibile bisogno di più tempo, comprensione o supporto.

L’esperienza di altri Paesi dimostra che questa misura riduce i pregiudizi e promuove un comportamento rispettoso.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha annunciato voto favorevole del proprio gruppo: è importantissimo sensibilizzare in merito la popolazione.

In quanto ai timori di stigmatizzazione, va considerato che se una persona vuole portare il cordino bisogna prenderne atto e trattarla con rispetto, creando una società inclusiva.

Harald Stauder (SVP), firmatario della mozione, informando che anche la collega Scarafoni intendeva sottoscrivere la proposta, ha detto che era importante sensibilizzare la popolazione; non tutti sono in grado di riconoscere certi simboli, ma si possono adottare misure per rendere il cordino più conosciuto, perché solo se le persone sanno cos’è reagiranno positivamente.

La SVP sosterrà questa mozione.

Secondo Sandro Repetto (Partito Democratico), la nuova formulazione rappresenta un passo avanti.

I tema delle disabilità invisibili riguarda tantissime persone, le cui difficoltà sono reali ma spesso non riconoscibili: renderle visibili non significa etichettare, ma promuovere la consapevolezza.

Importante è che sia stato rafforzato il coinvolgimento delle associazioni e delle persone direttamente interessate, così come l‘attenzione posta alla formazione del personale e alle campagne di informazione e sensibilizzazione.

Importante è anche il sostegno economico.

Alex Ploner (Team K), co-firmatario, ha detto che questa mozione aveva offerto la possibilità di auto-formazione; c’era anche, tra gli interessati, chi aveva espresso il timore di essere stigmatizzato.

il cordino aiuta a “vedere” disabilità invisibili, a comprendere certe reazioni, e quindi promuove rispetto, inclusione e umanità.

Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato l’audizione sul tema avvenuta lo scorso anno, che aveva permesso di vedere con che situazioni le persone con disabilità devono confrontarsi: situazione ignote alle altre persone.

La società e la politica devono fare ancora molto per garantire a queste persone una vita facile.

Ci sono però anche persone che non vogliono che sia nota la propria disabilità: importante è quindi non prevedere un vincolo, per esempio alla concessione di contributi.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è rammaricato per il fatto che il rispetto non fosse più una cosa naturale e ovvia: questo è uno specchio della società attuale.

Si è chiesto poi come avverrebbe la distribuzione del cordino, e se lo potranno portare anche, per esempio, persone anziane con difficoltà visive.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha ritenuto condivisibile la proposta, purché tutto sia volontario: effettivamente certe disabilità non sono visibili.

C’è però bisogno di informazione.

ha ricordato la propria esperienza al fianco di persone disabili alle parolimpiadi.

L’ass. Rosmarie Pamer ha ringraziato per la mozione e per averla emendata.

interessante era stato lo scambio di opinioni.

Ci sono persone con disabilità invisibili, quali persone con problemi psichici, con malattie croniche, neurodivergenti, che affrontano quotidianamente sfide non visibili, a partire dal rivolgersi a un ufficio o prendere un mezzo pubblico.

Il cordino sunflower puó sensibilizzare e favorire sostegno.

Un fattore importante è l’utilizzo volontario.

Secondo la Convenzione ONU, si deve garantire la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale, e questo va attuato, così come va perseguito l’obiettivo di una vita autonoma.

tra le associazioni sentite, alcune ritenevano molto importante questo cordino, altre erano scettiche, ma ora le organizzazioni interessate avranno la possibilità di presentare progetti da sostenere.

Franz Ploner ha ringraziato tutte le organizzazioni e associazioni che avevano presentato anche punti di vista diversi, che si era cercato di inserire nella mozione; ci si era confrontati con le organizzazioni delle persone interessate, le quali ora porteranno da un lato fornire il cordino, dall’altro chiedere finanziamenti di progetti.

la scelta di indossare il cordino sarà libera.

in inglese si parla di “disabilità nascosta” (hidden), più appropriato rispetto a “invisibile”.

Il tema non riguarda solo le persone con disabilità, ma l’intera società.

Giusta la riflessione di Knoll: questa proposta sollecita a occuparsi delle altre persone, promuove la consapevolezza.

La mozione, firmata anche da La Civica, è stata approvata all’unanimità (33 sì).

Andreas Colli (Wir Bürger – Noi cittadini – Nëus Zitadins) ha proposto, con la mozione n. 299/25: Energia – idrogeno verde da acque reflue, rilevando che fino ad oggi le acque reflue provenienti da un impianto di trattamento erano inutilizzabili, ma con una tecnica rivoluzionaria le si può invece trasformare in una nuova e importante fonte energetica a costi ridotti, producendo idrogeno verde a basso costo utilizzando le acque reflue, ha proposto di invitare la Giunta provinciale ad occuparsi di questa nuova soluzione rivoluzionaria, economica e neutrale dal punto di vista climatico, e a verificare assieme agli uffici e ai servizi competenti, in quale modo e se gli impianti di depurazione dell’Alto Adige possano essere dotati di questa nuova tecnologia per il loro funzionamento.

Con 9 litri di acque di scarico, ha detto il proponente, un’auto potrebbe percorrere più o meno 200 km e senza produrre emissioni.

Secondo l’ing. Mag. DDr. h. c. Ulrich Kubinger, un impianto di trattamento delle acque reflue di medie dimensioni potrebbe rifornire di energia una piccola città e grazie a questa nuova tecnologia potremmo avere energia in abbondanza.

Se nei 50 impianti pubblici di depurazione si trattano più o meno 70 milioni di m3 di acque reflue, dando già un importante contributo alla tutela delle acque, con questa nuova tecnologia rivoluzionaria si potrebbe fare molto di più gli impianti di depurazione potrebbero diventare le centrali elettriche del futuro che producono energia a costi ridotti e in modo climaticamente neutrale.

Un impianto che consuma molta energia potrebbe così trasformarsi in un impianto generatore di energia.

Sinora questa modalità di produzione di energia dalle acque reflue era possibile solo con il processo energivoro dell’elettrolisi., ma questo nuovo metodo rivoluzionario e unico al mondo ha reso possibile scindere l’acqua in ossigeno e idrogeno senza il bisogno di energia elettrica.

La produzione di idrogeno verde utilizzando le acque di scarico potrebbe rappresentare una soluzione interessante anche per la provincia di Bolzano.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto di non conoscere questa possibilità, ma sono incredibili i progressi della tecnica.

Bisogna investire in innovazione e ricerca, recuperando rispetto ad altre regioni, e va tentato tutto il possibile per utilizzare queste fonti rinnovabili e raggiungere l’autarchia energetica, rendendo più competitive le aziende locali.

Anche la crescente elettromobilità farà consumare più energia.

bisognerebbe istituire l’Autorithy in questo campo: cosa possibile, anche se il presidente della Provincia frena e quindi si rimane ancorati all’Authority italiana.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha detto di non essere esperto di nanotecnologie ma di aver proposto all’ass. Brunner di verificare l’utilizzo di pompe di calore nei depuratori, per trasformare calore in riscaldamento per i quartieri: una posisbiitá per l’Alto Adige.

Ha chiesto all’assessore se questa possibilità era stata verificata: a breve tanti impianti di depurazione andranno ristrutturati.

La provincia è un modello nella depurazione delle acque reflue, che è in mano pubblica, e questo è un grande vantaggio.

Paul Köllensperger (Team K) ha ritenuto che non tutto quanto proposto fosse possibile.

Il titolo del citato dott. Kubinger era stato dato honoris causa a Malta, e alcuni calcoli elencati nella mozione non erano corretti: non era possibile estrarre più di 1 kg di idrogeno da 9 litri di acqua, e in alcuni video di Kubinger c’erano presentazioni non corrette.

La mozione conteneva errori.

Jürgen Wirth Aanderlan (JWA) ha chiesto per chi si produce tutta questa energia, se c’è già quella idrica e il fotovoltaico.

La provincia produce già 3 volte tanta energia di quanta ne consuma, ma senza vantaggi per il portafoglio.

Ci sono già tanti progetti, ma non si riesce ad andare avanti.

L’ass. Peter Brunner ha ringraziato per la mozione, che fa riferimento a un approccio molto innovativo che utilizza anche la nanotecnologia.

Mancavano informazioni sui costi di manutenzione e di smaltimento, tuttavia la Giunta intendeva comunque eseguire questa tecnologia, e aspetta i risultati dello studio pilota in Austria.

Avrebbe approvato la mozione.

In quanto alla proposta di Oberkofler, non aveva ancora informazioni in merito all’analisi del potenziale delle pompe di calore.

Colli ha confermato che il sistema a Kitzbühel funziona, il che invita a valutare l’utilizzo di questa nuova tecnologia.

Messa in votazione, la mozione è stata approvata con 23 sì, 4 no e 6 astensioni.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha presentato quindi la mozione n. 323/25: Sedute del Consiglio provinciale nei comprensori (presentata dai conss. Zimmerhofer, Knoll, Atz e Rabensteiner il 13/10/2025), con la quale proponeva di verificare le possibilità tecniche e logistiche per lo svolgimento, una volta all’anno, di una seduta del Consiglio provinciale nei vari comprensori (escluso Bolzano) e, in caso di esito positivo, di procedere all’attuazione a partire dalla prossima legislatura.

Il consigliere ha evidenziato che la disaffezione per la politica si deve anche al fatto che certe decisioni prese vengono poi rinviate, vedasi il caso dei posti letto alberghieri, oppure non vengono realizzate nella stessa legislatura.

Il Consiglio aveva approvato il 15 settembre 2017 con ampia maggioranza la mozione n. 745/17, con la quale si proponeva di adottare misure volte alla decentralizzazione dell’amministrazione: questa è una misura che aiuterebbe ad avvicinare maggiormente la politica provinciale alle cittadine e ai cittadini, contrastando la crescente disaffezione.

Chi abita a Passo Resia di certo non verrà a Bolzano a seguire una seduta del consiglio, per questo si potrebbe portare il Consiglio nelle sedi periferiche, discutendo sul posto temi interessanti per le persone del luogo.

In questo modo, gli stessi consiglieri provinciali uscirebbero dalla propria bolla, discutendo a tu per tu con i cittadini.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha detto che le parti deliberanti delle mozioni ultimamente chiedono ben poco, spesso solo di verificare se qualcosa può essere attuato: bisogna uscire da questo circolo, non assoggettarsi ma fare delle proposte.

La disaffezione verso la politica è un dato di fatto, e negli ultimi anni erano state proposte misure di democrazia diretta, un ufficio per la formazione politica, se mai verrà istituito, ma le cose vanno fatte e non solo proposte.

Anche l’ufficio di presidenza dovrebbe muoversi in questo senso; del gruppo di lavoro per la partecipazione politica non si era più saputo nulla; bisogna attivarsi anche per far ritornare le scolaresche.

Recarsi altrove come plenum però forse non è la strada giusta.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha detto che ognuno ha il diritto di presentare cosa vuole; anche lui non condividere al 100% la mozione perché non sa se accresce l’interesse politico, a fronte del fatto che la gente ritiene che la Giunta fa ciò che vuole.

bisognerebbe cercare di fare dei referendum, per esempio sul libero accesso al lago di Caldaro.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario, ha ricordato che le sedute del Consiglio non si sono svolte sempre nella sede attuale, e ribadito l’importanza di organizzare una seduta l’anno in un comprensorio, affrontando temi che lo interessano.

Spesso si dimentica che non si rappresentano gli interessi dell’una o dell’altra organizzazione o di un comprensorio, ma quelli dell’intera popolazione.

Attirare la gente nella sede centrale non ha funzionato bene, vale la pena pensare a una soluzione diversa: a foppa la mozione pare poco concreta, ma può essere considerata anche in termini più ampi.

il tutto va valutato dal punto di vista geografico, tecnico, della sicurezza.

Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario, ha evidenziato che ogni comprensorio si occupa di temi e questioni diverse: spostandosi in un comprensorio, tutti i consiglieri di occuperebbero di più di quella sede, il che sarebbe un’ottima esperienza.

A Foppa ha rinfacciato di utilizzare due pesi e due misure: “Quando chiediamo cose concrete, le mozioni vengono ridicolizzate, ma lo stesso accade quando presentiamo mozioni meno concrete”.

Sandro Repetto (Partito Democratico) ha condiviso la necessità di avvicinare la politica alle comunità locale, a fronte del calo di partecipazione democratica e alle urne.

Importante è che eventuali sedute decentrate non siano un aggravio finanziario e organizzativo ma un vero momento di coinvolgimento dei territori, inseriti in una strategia più ampia di coinvolgimento democratico.

Il PD è favorevole all’approccio prudente della mozione.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha ritenuto che quando si ritiene che una mozione non sia attuabile lo si dice, e nel caso della proposta in esame la si considera un dispendio enorme con una piccolissima utilità.

Una seduta l’anno in un comprensorio non diminuisce la disaffezione per la politica.

Un format interessante è quello dello speed dating già proposto dal Consiglio: forse si potrebbe portare questi a livello di comprensorio.

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha detto di non avere nulla in contrario a una seduta a Brunico: tuttavia, questo comporta tantissimo lavoro e costo.

Quello che più manca, ora, sono le scolaresche in tribuna.

In quanto alla disaffezione alla politica, chi si interessa davvero di tutto ciò che avviene in aula?

Molte poltrone della stessa Giunta sono vuole, e molti consiglieri, lei compresa, a volte non stanno attenti: “Dobbiamo iniziare da noi”.

C’è bisogno di tutti gli interventi possibili per avvicinarsi alle persone, ma non è sicura che questa sia la proposta giusta: in ogni caso, andrebbe scritto non di verificare, bensì di fare.

La proposta appare allettante, ha detto Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), aggiungendo che anche lui chiede spesso di rafforzare la democrazia e coinvolgere maggiormente i cittadini.

per rafforzare la democrazia sarebbe più importante pensare a come rappresentare in aula i temi che stanno a cuore i comprensori.

L’esperienza della Seduta congiunta insegna che spostare la sede di discussione non cambia nulla; si puó se mai discutere su come rendere più interessanti i lavori.

Anche lui ha citato il format dello speed dating, molto apprezzato.

Ha ricordato il gruppo di lavoro istituito in passato e la proposta di un bus per la formazione politica.

Ha annunciato astensione.

Dai banchi dei consiglieri, il presidente della Provincia Arno Kompatscher (SVP) ha detto che si potrebbe certamente chiedere a Roma una modifica dello Statuto, che attualmente prevede che le sedute dei Consigli provinciali si svolgano a Bolzano e Trento.

Spesso si dice che la politica è un’élite che non comunica più con la gente comune, e questo è il messaggio che passa anche con la mozione, ma dal canto suo è sempre fuori, e ha partecipato a più di 500 riunioni con cittadini; anche molti consiglieri provinciali lo fanno, per questo spostare le sedute non sarebbe necessario.

A cosa servirebbe mettere in scena una seduta fuori dalla sede del Consiglio?

Il Consiglio provinciale non è un teatrino, come qualcuno vorrebbe far credere.

La trattazione della mozione proseguirà domani mattina.

la seduta di questo pomeriggio è conclusa, il plenum si riunisce domani a partire dalle 10.00.

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