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CONSIGLIO PAT * QUARTA COMMISSIONE: «L’ASSESSORE TONINA ED IL DIRETTORE GENERALE ZIGLIO HANNO ILLUSTRATO IL DDL, PER LA NUOVA AZIENDA SANITARIA UNIVERSITARIA»

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14.30 - lunedì 6 ottobre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sanità: la Quarta Commissione ha iniziato l’esame del ddl 66. In Commissione l’assessore Tonina e il direttore generale Ziglio illustrano il ddl per la nuova Azienda sanitaria universitaria. Proseguita anche la discussione sul ddl Maestri per il sostegno alle famiglie.

La Quarta Commissione permanente del Consiglio provinciale, presieduta da Maria Bosin (PATT), si è riunita questa mattina a Palazzo Trentini per avviare l’esame del disegno di legge n. 66, intitolato “Costituzione dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (ASUIT): modificazioni della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16 (legge provinciale sulla tutela della salute 2010)”, presentato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina.

Il testo modifica in modo sostanziale la legge provinciale sulla tutela della salute del 2010, ridefinendo l’assetto organizzativo e la governance del sistema sanitario trentino.

Il disegno di legge prevede l’istituzione di dipartimenti ad attività integrata, un protocollo d’intesa con l’Università di Trento, l’introduzione di nuove figure direttive – tra cui il direttore per l’integrazione socio-sanitaria e il responsabile scientifico – e la creazione di un Comitato di indirizzo con funzioni di supervisione. L’entrata in funzione dell’ASUIT è fissata al 1° gennaio 2026, garantendo la piena continuità dei rapporti giuridici, patrimoniali e contrattuali dell’attuale Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Tonina: “Una scelta innovativa e inclusiva per valorizzare tutto il territorio”
Nel corso della presentazione, l’assessore Mario Tonina ha spiegato che la trasformazione in ASUIT rappresenta “il traguardo di un percorso necessario: ogni scuola di medicina e chirurgia deve disporre di un’azienda sanitaria di riferimento che permetta all’Università di svolgere funzioni di ricerca e didattica integrate con le attività del servizio sanitario”. “Il disegno di legge – ha proseguito Tonina – recepisce la normativa statale e valorizza un elemento fondamentale: il ruolo che il territorio assumerà. L’integrazione tra sistema sanitario e università non si limiterà a un solo ospedale, ma coinvolgerà l’intera azienda, con tutti i presidi sanitari presenti sul territorio. È una scelta innovativa e inclusiva, che mira a rafforzare l’attrattività del sistema sanitario trentino e ad ampliare le opportunità di formazione per i giovani”.

L’assessore ha inoltre ricordato, in risposta ad una osservazione del consigliere Zanella (Pd del Trentino), che la costruzione del Piano provinciale della salute “non è regolamentata dalla legge 6 ma dall’articolo 8 bis della legge 16”, assicurando che “anche il DM 77 sarà pienamente attuato con la nuova ASUIT, garantendo lo sviluppo delle strutture territoriali e il rafforzamento del Distretto come snodo di collaborazione tra azienda, Comuni e Comunità”. “Su temi come questi – ha aggiunto – occorre lavorare nel giusto modo per garantire, attraverso nuovi percorsi, una maggiore vicinanza ai cittadini”.
Ziglio: “Il protocollo d’intesa definirà gli aspetti operativi”

Il direttore generale dell’Apss, Andrea Ziglio, ha illustrato i contenuti del disegno di legge attraverso alcune slide che hanno sintetizzato i punti principali e mostrando come sarà organizzata la nuova azienda, sottolineando che “il protocollo d’intesa tra Provincia e Università di Trento definirà gli aspetti operativi non esplicitati nella norma”. Il documento specificherà le modalità di partecipazione dell’Università alla programmazione sanitaria, i criteri per individuare le attività oggetto di integrazione, le forme di collaborazione in ambito di ricerca e le procedure per raggiungere l’intesa con il rettore. Molte nomine attualmente fatte in ambito strettamente provinciale, ora andranno infatti concordate con l’Università, che diventa parte attiva della governance dell’Azienda. Ziglio ha evidenziato che “l’ASUIT è una grande opportunità che deve essere governata con equilibrio, integrando le diverse professionalità già presenti in azienda con quelle di nuova formazione e garantendo la piena funzionalità del sistema sanitario e universitario”.

Gli interventi dei consiglieri

La discussione in Commissione si è sviluppata attorno ai principali aspetti tecnici e politici del disegno di legge.
La consigliera Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha posto l’accento sul tema della formazione e del ruolo dei professionisti sanitari: “Serve maggiore attenzione nella copertura dei posti strategici e nel garantire una formazione di qualità. Abbiamo l’opportunità di valorizzare la competenza e la ricerca anche attraverso progetti europei come “Euveca” , i cui fondi europei finiranno nel 2026. Si tratta di un progetto strategico di realizzazione di una piattaforma europea per l’eccellenza della formazione di base e continua delle professioni sanitarie. E’ una piattaforma progettata da FBK e che mette in rete professionisti di Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Spagna e l’Hub per l’Italia è a Trento”.

Il consigliere Paolo Zanella (PD del Trentino) ha riconosciuto la necessità dell’integrazione universitaria, ma ha espresso perplessità sulla portata autonoma del provvedimento: “Il ddl è un recepimento della normativa nazionale e non contiene elementi particolarmente originali. Avremmo potuto utilizzare di più la nostra Autonomia per fissare regole proprie, soprattutto sul rapporto tra territorio e università”. Zanella ha inoltre invitato a riflettere sul modello di rete ospedaliera e sulla piena partecipazione dei territori al nuovo sistema sanitario integrato: “Non si può pensare di andare a clinicizzare sette ospedali, facendo poi girare le ambulanze da uno all’altro”. Zanella ha inoltre criticato l’inserimento nel testo di legge della stesura del Piano per la salute, ricordando che vi sono dei tempi definiti: “Con questa legge (art. 34 comma 5) si va in deroga all’art. 8Bis della legge 16 e si riduce il processo partecipativo che ne prevede la stesura”.
La consigliera Paola Demagri (Casa Autonomia) ha chiesto chiarimenti sui ruoli e le competenze del responsabile scientifico, sulle differenze tra aziende sanitarie universitarie ordinarie e speciali, e sulle ricadute contrattuali e organizzative per il personale coinvolto, chiedendo se vi sarà differenza tra coloro che lavorano con dipartimenti universitari e quelli che invece non ne faranno parte. Ha inoltre sollevato la questione del DPCM e della sua applicazione nel contesto provinciale, chiedendo precisazioni sul collegamento tra la nuova azienda e la realizzazione del Nuovo Ospedale Trentino (NOT).

Il consigliere Francesco Valduga (Campobase) ha chiesto indicazioni sui tempi di approvazione e ha proposto una riflessione politica sul senso dell’operazione: “Se vogliamo che l’Università di medicina diventi un’eccellenza – ha detto rilevando come “il bacino di utenza della sola Provincia di Trento sia troppo piccolo per una clinica universitaria che avrebbe dovuto essere regionale o euroregionale” – dobbiamo investire su ricerca, innovazione tecnologica e formazione nei territori montani. È su questi fronti che possiamo diventare un modello per altre regioni” Ha anche posto il tema della partecipazione della politica alle scelte delle nomine che avranno ruolo di governance dell’azienda.

La consigliera Stefania Segnana (Lega), già assessora competente nella passata legislatura, ha ricordato il percorso che portò all’avvio della facoltà di medicina a Trento: “Fu una scelta coraggiosa e necessaria, capace di creare nuove opportunità di studio e di lavoro per i giovani trentini. L’obiettivo era – e resta – quello di formare professionisti sanitari sul territorio, riducendo i costi per le famiglie degli studenti che voglio intraprendere il percorso e migliorando la disponibilità di personale qualificato”.

Prossimi passi

In chiusura, la presidente Maria Bosin (PATT) ha annunciato che la Commissione tornerà a riunirsi già la prossima settimana per proseguire l’esame del ddl con un ciclo di audizioni. Ha proposto anche il calendario delle sedute successive e ricordato che, dato che è coinvolto anche il mondo dell’Università, potrebbe essere coinvolta la Quinta commissione, competente in materia. Per quanto riguarda le audizioni, saranno ascoltati l’Azienda sanitaria, l’Università di Trento, gli ordini professionali delle professioni mediche e sanitarie, la Consulta della salute, il Consiglio delle autonomie locali, le organizzazioni sindacali e UPIPA.
La consigliera Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha chiesto che siano inseriti nelle audizioni anche alcuni dirigenti che si occupano di formazione sanitaria: Anna Brugnolli, professore del Servizio polo universario delle professioni sanitarie; Cristina Moletta, del Servizio formazione APSS; Diego Conforti, Servizio innovazione e ricerca della PAT e Franca Bellotti, Servizio formazione e rapporti con l’Università

In conclusione, l’assessore Tonina ha ringraziato gli uffici per il lavoro portato avanti e ricordato che la Provincia ha aveva già provato ad avviare contatti con Bolzano per valutare forme di collaborazione più ampie ma questa ha fatto scelte diverse. “La sfida si vince con la ricerca, l’innovazione e la valorizzazione del territorio. L’ASUIT dovrà garantire una crescita diffusa, con il contributo di Provincia, Comunità e Comuni, perché solo insieme potremo costruire un sistema sanitario moderno e radicato nel territorio”.

La Quarta Commissione permanente tornerà a riunirsi sul ddl 66 il prossimo lunedì 13 novembre.

In Commissione anche il ddl n. 43 sul benessere familiare
La Commissione ha inoltre proseguito l’esame del disegno di legge n. 43, presentato dalla consigliera Lucia Maestri (Pd del Trentino), che introduce integrazioni alla legge provinciale sul benessere familiare del 2011 in materia di conciliazione tra vita e lavoro e di sostegno ai genitori durante i congedi di maternità, paternità e parentali. In particolare il provvedimento prevede un contributo provinciale integrativo alle indennità statali erogate durante i periodi di congedo, con un massimale di 2.000 euro mensili, elevato a 2.500 euro per i padri lavoratori, e un sistema di gestione coordinato con l’INPS per semplificare le procedure. Il ddl affida inoltre alla Giunta provinciale il compito di adottare, entro la fine del 2025, un regolamento sui servizi conciliativi rivolti alle famiglie, finalizzato a potenziare le opportunità di cura e assistenza anche oltre la fascia 0-6 anni e a migliorare la qualità dell’offerta educativa extrascolastica. Nel complesso, la proposta mira a rafforzare le politiche familiari provinciali, sostenendo la genitorialità condivisa e la pari responsabilità tra madri e padri.

L’esame del disegno di legge, già iniziato ad inizio anno, era stato interrotto, come ricordato dalla proponente Lucia Maestri (Pd del Trentino) in attesa di vedere le ricadute di due articoli sul tema contenuti nella legge finanziaria della Provincia approvata a dicembre 2024: “L’art. 23 e l’art. 24 sono però rimasti sulla carta e non vi è nessun atto normativo che li trasforma in atti conseguenti. Sono dieci mesi passati dieci mesi e non si è vista applicazione alcuna”.
L’assessore Achille Spinelli ha spiegato che gli uffici provinciali “stanno lavorando su questo tema, valutando la possibilità di venire incontro ad alcune categorie che oggi faticano a trovare adeguato inquadramento”. “La mia posizione – ha aggiunto – è quella di fissare un incontro e vagliare le possibilità della Provincia di rispondere a queste proposte”. La consigliera Lucia Maestri ha ricordato che “già il 18 febbraio scorso l’assessore Spinelli aveva chiesto di sospendere l’esame della legge e di tornare in Commissione con i dati conseguenti all’applicazione di quella normativa. Sono passati dieci mesi e quegli articoli sono rimasti sulla carta, senza alcun atto applicativo”.

Maestri ha quindi criticato “l’inerzia della Giunta” e ricordato che dalle audizioni era emerso un favore trasversale verso il provvedimento.
Spinelli ha replicato sottolineando che “una parte del lavoro sta andando avanti e non possiamo bloccarla per l’arrivo di un nuovo ddl, mentre su altri aspetti serve ancora confronto”. “Sulle politiche di conciliazione – ha aggiunto – sono personalmente impegnato e disponibile a lavorare insieme sulla proposta. Ci sono limiti tecnici e di bilancio, ma l’obiettivo resta quello di dare risposte concrete”. La consigliera Maestri ha infine rinnovato la disponibilità a un incontro di approfondimento, ribadendo però che “non è accettabile che siano trascorsi dieci mesi senza alcun seguito operativo”. Nei prossimi giorni l’incontro sarà calendarizzato.

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