(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Quarta commissione, continuano le audizioni sul ddl volontariato
In Quarta commissione continuano le audizioni sul ddl unificato qui delle proposte che hanno come prime firmatarie Mariachiara Franzoia (Pd) Maria Bosin (Patt) e Vanessa Masè (La Civica) e che ha come obiettivo la valorizzazione e il sostegno del volontariato e degli enti del terzo settore.
**Federazione scuole materne e Coesi: ddl positivo**
La prima ad essere ascoltata è stata Lorenza Ferrai, direttrice della Federazione provinciale delle scuole materne che ha definito apprezzabile il ddl perché pone l’accento sulle associazioni che lavorano senza scopo di lucro e nel volontariato. Inoltre, con la proposta si aggiorna un elenco che dà valore alla logica del volontariato che non è un’ alternativa a chi lavora professionalmente in settori come quello dei servizi all’infanzia, ma una ricchezza sociale, per quanto spesso invisibile.
Alessandro Laghi, direttore di Coesi ha affermato che il ddl è un passaggio fondamentale e intelligente perché restituisce l’autonomia alle realtà di volontariato e difende il modello della nostra provincia. Inoltre, Laghi ha espresso la soddisfazione di Coesi perché la proposta legislativa riconosce il lavoro dei volontari a favore dei bambini. Quindi, il parere di Coesi è convintamente positivo.
Maria Bosin (Patt), presidente della commissione, ha affermato che l’ok della Federazione e di Coesi rappresenta una soddisfazione per i proponenti. Vanessa Masè (La Civica), sottolineando la grande ricchezza delle scuole equiparate e il loro ruolo nella diffusione dello spirito del volontariato, ha affermato che si continuerà lungo la strada della tutela del modello trentino.
Infine, Ferrai, ringraziando per le rassicurazioni date al mondo del volontariato, ha anche lei sottolineato il pesante aspetto della burocrazia. Francesca Parolari (Pd) ha ricordato che le scuole d’infanzia sono nate assieme alla cooperazione, in un Trentino che ha saputo prendersi cura dei propri bisogni. Una storia che continua, ma queste realtà vanno aiutate e ciò richiede uno sforzo e una disponibilità maggiore delle strutture Pat. Non si può, come sta accadendo, ha aggiunto, chiedere ai volontari, sempre più gravati di lavoro, di rispondere da un giorno all’altro alle richieste di informazioni e di dati da parte degli uffici provinciali.
**Le Pro loco: elenco delle associazioni, attenti alla trasparenza**
Monica Viola, presidente della Federazione trentina pro loco. Un mondo in crescita, ha ricordato, che vede 240 pro loco distribuite sul territorio. Sul ddl, Viola ha detto che l’elenco provinciale delle associazioni, così come è previsto, è rischioso perché non pare rispettare i principi di trasparenza introdotti dalla riforma nazionale del terzo settore. Secondo le pro loco andrebbe introdotto l’obbligo di trasmettere il proprio bilancio di esercizio.
Sulle reti associative, inoltre, nel ddl non si prende in considerazione la varietà delle reti trentine. Un aspetto che andrebbe approfondito. Servirebbe quindi un articolo ad hoc come è stato fatto per Csv. Inoltre, la Federazione chiede di entrare nella Consulta e in tutte le altre strutture che riguardano il volontariato. Infine, Viola ha chiesto un intervento per evitare l’eccesso di controlli della Polizia amministrativa prevedendo la stipula di protocolli.
Adriano Adamoli del Coordinamento circoli pensionati e anziani che rappresenta 120 piccole associazioni, ha espresso un sì ai due elenchi delle associazioni previsti dal ddl. Sulla concessione degli immobili – una posizione condivida dalle Pro loco – è previsto solo per il Csv, ma per le piccole associazioni questo è un aspetto vitale. Infine, la richiesta del Coordinamento è quella di intervenire sulla Consulta che è troppo spostata sul settore socio – assistenziale mentre dovrebbe rappresentare tutto il mondo associativo e non solo quello rappresentato dalle reti.
Maria Bosin ha detto che sugli immobili verrà fatto – dopo un confronto con i comuni – un emendamento con il quale verranno inseriti gli immobili pubblici tra le disponibilità di spazi per le associazioni. Sulla Consulta si sta ragionando sulla possibilità di intervenire con le delibere di Giunta.
Francesca Parolari ha detto che per gli anziani va superata la logica socio – assistenziale perché l’anziano non va visto come un malato. Mariachiara Franzoia (Pd) sull’elenco delle associazioni ha detto che si è privilegiata l’iscrizione al Runts e per quello provinciale non si è voluto fare un Runts in miniatura.
Viola ha però insistito che serve chiarezza sui due elenchi, perché le Pro loco hanno fatto una grande fatica per l’iscrizione Runts e si devono evitare discriminazioni con chi si iscriverà a quello trentino. Quindi va fatta estrema chiarezza e trasparenza tra l’elenco provinciale e quello nazionale.
Per Vanessa Masè la fatica di tante associazioni per il Runts è stata riconosciuta, anche se è servito alla trasparenza. Però ci si è resi conto che anche le piccole associazioni sono fondamentali per la vita sociale ed è per questo che si è previsto il registro provinciale.
Adamoli ha sottolineato che molte associazioni che si sono iscritte al Runts si sono accorte che questa norma ha trasformato il volontariato spontaneo in un volontariato organizzato. Bosin ha aggiunto che il secondo registro è stato pensato anche per le associazioni che non chiedono aiuti pubblici e questo per dar loro una dignità. Quindi, secondo Franzoia, pare emergere la possibilità di una migrazione dal Runts all’elenco provinciale. Viola ha ricordato che le Pro loco avevano già chiesto un limite di 10 mila euro per l’iscrizione all’elenco provinciale che probabilmente vedrà un passaggio delle piccole associazioni dal Runts.
**Nel Csv uno sportello per la cooperazione internazionale**
Maurizio Camin, presidente di Farete – Rete trentina delle organizzazioni di cooperazione internazionale, ha parlato assieme a Paolo Rosati per le 52 associazioni di volontariato del settore. La proposta di legge è buona e organica – ha detto – suggerendo di menzionare nel testo l’associazionismo operante appunto sull’estero. Un auspicio: che in seno al Csv si vada a creare uno sportello dedicato alla cooperazione internazionale. Un problema da considerare sempre in Csv: i profili assicurativi per chi fa volontariato all’estero.
Positiva la novità di una Consulta del volontariato, dove potrebbe stare anche l’attivo mondo delle diaspore di popolazioni straniere presenti in Trentino (Mariachiara Franzoia ha accolto lo spunto).
Cinzia Fedrizzi, vicepresidente della Sat, ha sottolineato il punto della coprogettazione e coprogrammazione, intenti validi che andranno però applicati con efficacia. Interessante la proposta fatta da Cofas sulle reti associative (Sat ha 85 sezioni, tra interne ed esterne in forma di Aps); buona l’idea della Consulta e degli Stati generali, ma Sat dovrebbe esservi fatta accedere.
**L’Ana rischia di rimanere fuori dall’elenco provinciale**
Paolo Frizzi, presidente Ana Trento, ha spiegato che l’associazione nazionale alpini è una delle 35 associazioni d’Arma italiane e come tale ha contestato il fatto di dover essere iscritta al Runts. Questa esenzione è stata ottenuta dalla legge statale. La riforma provinciale in elaborazione è meritoria, ma all’art. 3 chiede l’uguaglianza di tutti gli associati, requisito incompatibile con la distinzione in Ana tra soci ordinari e aggregati. Una criticità da risolvere per non escludere Ana dall’elenco provinciale previsto da questa riforma.
La presidente Bosin e la consigliera Franzoia hanno dato ampia disponibilità a lavorare su questo punto, pur con la oggettiva criticità di quanto è previsto dalla norma di attuazione statutaria da cui discende la legislazione provinciale sul volontariato.
Con il presidente Frizzi è stato audito anche Lorenzo Pegoretti, presidente dei Nu.vol.a alpini di Trento.
