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CMST – COMITATO MOBILITÀ SOSTENIBILE TRENTINO * TERZA COMMISSIONE CONSILIARE: «CHIEDIAMO CHIARIMENTI SULLE DICHIARAZIONI DI FUGATTI, SOLLECITIAMO IL COLLEGAMENTO FERROVIARIO ROVERETO–LAGO DI GARDA»

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12.12 - venerdì 5 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Opzione zero e collegamento ferroviario Rovereto Lago di Garda. In Terza Commissione Consiliare il Presidente Fugatti ha fatto dichiarazioni che, a nostro parere, devono essere commentate e chiarite.

Il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino “ing. Alberto Baccega” ritiene che le criticità ambientali, sociali e sanitarie emerse durante il dibattito pubblico del lotto 3B di Rovereto e del lotto 3 A di Trento, devono essere prese in seria considerazione da RFI, dalle autorità provinciali e nazionali per ricercare soluzioni e tracciati alternativi. Il nostro Comitato si è espresso in modo chiaro sull’opzione zero.

L’opzione zero ipotizzata dal movimento NO TAV e dagli altri Comitati ed Associazioni , cioè il potenziamento dell’attuale linea storica e la non realizzazione della Linea Nuova dei lotti 3A e 3B, non sono attuabili. Anche il comune di Rovereto (osservazione 6) e i comuni della Vallagarina propongono di inserire nella nuova analisi multicriteriale l’opzione zero stessa.

 

Il potenziamento dell’attuale linea storica è possibile mediante:

– l’introduzione del sistema ERMTS livello 2 e livello 3, con un innovativo distanziamento dei treni;

– l’inserimento di nuove tracce di treni, fino all’effettiva saturazione di tutte le fasce orarie;

– l’aumento della massa trainata per ciascun treno da 1600 tonnellate a 2000/2500 tonnellate.
Tali interventi però difficilmente potranno far fronte alla futura maggiore domanda di trasporto merci e passeggeri. Infatti con l’opzione zero:

– permane l’eterotachicità, cioè la diversa velocità tra i treni viaggiatori (viaggiano fino a 180 km/h) e treni merci (viaggiano fino a 100/120 km/h).

– la eterotachicità comporta la necessità di eseguire precedenze per risolvere conflitti di
Circolazione, con conseguente notevole riduzione della potenzialità della linea;

– tale diminuzione di potenzialità determinerebbe limiti al raggiungimento della ripartizione
modale dello scenario 2040: 50% strada 50% ferrovia;

– i traffici merci continuerebbero ad interessare i centri abitati di Bolzano, Trento,
Rovereto, Verona ed altri minori;

– il rumore, le vibrazioni ed il rischio connesso al trasporto delle merci pericolose continuerebbero ad interessare i centri abitati.
Per quanto riguarda le affermazioni fatte sul nuovo collegamento ferroviario Rovereto – Lago di Garda, possiamo dire che dopo 40 anni di estenuanti discussioni, crediamo sia giunto il momento di passare ai fatti. Quindi basta con studi generici di fattibilità, ma una progettazione vera e propria (PFTE) prevista dal Codice degli Appalti e il finanziamento della progettazione e realizzazione nel contratto di Programma Investimenti tra Stato e RFI.
Una reiterazione di intenti generici sulla realizzazione di tale opera a scopi elettoralistici non è più accettabile dalle Comunità dell’Alto Garda e Vallagarina.

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