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CGIL – TRENTINO * IV COMMISSIONE PAT – RIFORMA ICEF: «SINDACATI DELUSI, C’È IL RISCHIO DI UN WELFARE MENO INCLUSIVO»

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17.22 - giovedì 21 agosto 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa pubblicata nel sito https://www.cgil.tn.it/news) –
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Riforma Icef. Sindacati delusi: rischio di un welfare meno inclusivo. Oggi l’audizione in IV Commissione. Cgil Cisl Uil: la semplificazione rischia di creare un sistema meno equo. Senza indicizzazione le famiglie e anziani rischiano di perdere le misure di sostegno.

La riforma dell’Icef della Giunta Fugatti non convince il sindacato. Cgil Cisl Uil del Trentino hanno messo nero su bianco tutte le loro perplessità su un documento unitario, illustrato questa mattina in IV Commissione consiliare. La deliberazione sul nuovo Icef, dopo il possibile via libera di oggi, potrà essere adottata definitivamente dall’Esecutivo ed entrare in vigore fin da settembre.

Per il sindacato confederale la riforma è un’occasione persa perché non solo non rende l’Icef più moderno e adatto alle mutate condizioni della società trentina, ma con il pretesto della semplificazione rischia di escludere dai benefici provinciali o penalizzare un numero importante di famiglie, in particolare quelle dove entrambi i genitori lavorano, le famiglie numerose e quelle con persone disabili. Altro punto a sfavore il fatto che il nuovo Icef non incentiverà, ma penalizzerà l’occupazione femminile.

In particolare Cgil Cisl Uil criticano la mancata indicizzazione. Il nuovo sistema di calcolo non sarà in grado di rispondere in modo efficace ed equo ai bisogni delle famiglie trentine e alla loro perdita di capacità di spesa determinata dall’aumento dell’inflazione, soprattutto sui beni primari quali quelli alimentari e per le spese per la casa.

Senza l’indicizzazione, che la Giunta ostinatamente si rifiuta di introdurre, saranno considerate più ricche persone che di fatto hanno visto ridursi il proprio potere d’acquisto reale. Del resto tra il 2019 e il 2024 l’inflazione in media è cresciuta del 20%, i redditi contrattuali da lavoro del 12%.

Questo vuol dire che il potere d’acquisto si è ridotto dell’8%. Perdita di cui l’Icef, però, non tiene conto non essendo previsto ad oggi un sistema che incorpori nell’indicatore la variazione dei prezzi al consumo. Il risultato è che diverse famiglie saranno escluse dalle misure di sostegno o dovranno fare i conti con aiuti più bassi.

Infine la riforma lascia le famiglie in una situazione di grande incertezza visto che, per effetto delle modifiche introdotte, avranno un valore più alto dell’indicatore, ma non essendo ancora state adeguate le soglie Icef delle diverse misure non sapranno da settembre se potranno avere riduzioni tariffarie né se saranno confermati i benefici di cui godevano.

Cgil Cisl Uil auspicano che la Giunta prenda atto di queste criticità e introduca correttivi prima dell’adozione definitiva.

 

 

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