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CENTRO SERVIZI CULTURALI SANTA CHIARA: «COMUNICATO STAMPA: ANCORA POCHI GIORNI AL CONCERTO A TRENTO DEGLI EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN. MERCOLEDÌ 3 GIUGNO, ORE 21, TEATRO SANBÀPOLIS»

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11.06 - sabato 30 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Mancano pochissimi giorni al nuovo e imperdibile concerto proposto dalla Stagione musicale 2025/2026 del Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento mette in cartellone un nuovo e imperdibile concerto.

Mercoledì 3 giugno, infatti, il Teatro SanbàPolis di Trento avrà l’enorme piacere di accogliere una tra le band più iconiche degli anni ’80 e non solo: gli EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN.

Nati a Berlino Ovest nel 1980, gli Einstürzende Neubauten sono una delle poche band tedesche capaci fin dall’inizio di trasmettere a livello internazionale un impulso genuino.

Il gruppo, formato originariamente dal cantante Blixa Bargeld (alias Christian Emmerich) e dai percussionisti Mufti F.M.Einheit (Frank Strauss) e N.U.Unruh (Andrew Chudy), si è rapidamente affermato in tutto il mondo come una delle grandi realtà contemporanee della cultura pop e ha influenzato un’intera generazione.

Sin dalla sua nascita la band tedesca è stata in grado di modificare i parametri della cultura mainstream e della sottocultura per rendere udibile l’inaudibile, e forse anche l’inespresso.

Questa ricerca sperimentale sul campo, che dura ormai da oltre quattro decenni, sta ora entrando nella fase successiva.

Nel suo 46° anno di attività, la band sta infatti tornando alle sue radici, ridefinendo sé stessa.

Si tratta di un cambiamento nell’immagine, per il quale il quartetto berlinese ha creato un proprio genere: apm – alien pop music.

Evoluzione costante: è così che si può riassumere al meglio l’opera degli Einstürzende Neubauten.

Un’evoluzione musicale iniziata con l’album di debutto Kollaps nel 1981 e proseguita fino all’uscita nel 2024 dell’album Rampen – apm: alien pop music, con cui la band presenta il suo lato più imprevedibile e anticonformista.

Un album con cui i Neubauten mettono fine, anche se in ritardo, a tutte le speculazioni sonore.

Dalla metà degli anni ’80, gli Einstürzende Neubauten hanno sperimentato sul palco quelle che chiamano “ramps”: improvvisazioni pubbliche con sviluppi e risultati aperti; trampolini di lancio verso l’inesplorato che la band ha eseguito durante il bis del loro tour nel 2022, e le cui registrazioni sono servite come base per il loro ultimo album.

L’album Rampen – apm: alien pop music è musica pop per universi paralleli e mondi intermedi, e ha permesso agli Einstürzende Neubauten di entrare in una terra stilistica di nessuno tra passato e futuro.

Da un lato c’è un ritorno alle origini, dall’altro emerge una nuova forma d’arte dalle potenti eruzioni di rumore che incontrano testi criptici, spesso frammentari: musica popolare per alieni ed emarginati.

L’anti-pop è diventato pop alieno.

Non a caso, la copertina ricorda l’iconico layout del White Album dei Beatles.

“Si basa sull’idea che gli Einstürzende Neubauten siano famosi in un altro sistema solare quanto i Beatles lo sono nel nostro mondo”, ha detto Blixa Bargeld, commentando l’equilibrio tra avanguardia e ironia, provocazione e discontinuità della cultura pop.

Questo approccio definisce anche direttamente il tema centrale che attraversa come un filo conduttore tutte le canzoni: il cambiamento, i giochi mentali utopici e la transitorietà.

Questo ultimo album rappresenta quindi il passo successivo nell’evoluzione, in cui il linguaggio familiare viene finalmente abbandonato, aprendo ulteriori possibilità infinite: la musica pop aliena.

Il primo album degli Einstürzende Neubauten, dal tedesco “nuovi edifici che crollano”, è Kollaps (1981), che si presenta come un attacco frontale alle aspettative e ai modi di ascolto mainstream.

Gli strumenti musicali sono creati con oggetti come lamiere, trapani o martelli che prendono il sopravvento su testi sconclusionati.

Tutto questo rappresenta il fondamento non solo della band, ma anche di una nuova comprensione musicale da loro inaugurata.

Il secondo album Halber Mensch (1985) si caratterizza per una struttura più ordinata anche se rimane una grande eterogeneità nelle sonorità musicali.

Il tour di presentazione dell’album e la loro collaborazione con i Sonic Youth porta alla pubblicazione di Fünf auf der nach oben offenen Richterskala (1987), album che rimanda alle opere della band newyorkese e il cui sound si fa più regolare e accessibile.

L’album successivo è Haus der Lüge (1989), pubblicato dopo la caduta del muro di Berlino, in cui il gruppo decide di rendere i testi più espliciti e politicamente impegnati, rinunciando alle allegorie e ai giri di parole, senza abbandonare il sound fascinoso e rumorista.

Nel 1993 il gruppo pubblica l’album Tabula Rasa dopo il quale attraversa un periodo di crisi che li porta prima a cambiare formazione, alla quale si aggiungono Jochen Arbeit e Rudi Moser, e poi a pubblicare, nel 1996, Ende Neu.

Dopo un lungo periodo di pausa, gli Einstürzende Neubauten tornano agli inizi degli anni Duemila con due album fatti di rarefazione, silenzi e dilatazioni, Silence is Sexy (2000) e Perpetuum Mobile (2004), seguiti da Alles wieder offen (2007), in cui si esprimono in un ritrovato equilibrio tra rumore e canzone, e The Jewels (2008).

Lament del 2014 è invece un progetto di rievocazione: il gruppo si ispira allo scoppio della Prima guerra mondiale e decide di recuperare i nastri audio originali dei prigionieri di guerra detenuti in uno dei primi grandi campi di internamento nei pressi di Berlino.

Dopo Gründstuck del 2018, il gruppo pubblica Alles in Allem nel 2020, una raccolta di 10 brani che spaziano tra ricordi, sogni, frammenti ed esplorazioni, in un viaggio sonoro con un occhio al futuro e una giocosità senza limiti.

Ad accompagnare l’uscita dell’album, gli Einstürzende Neubauten programmano una serie di concerti nel Maggio 2021 (rimandati al maggio del 2022 a causa della pandemia Covid-19) nelle maggiori città italiane: Torino (Teatro Colosseo), Milano (Alcatraz), Bologna (Auditorium Manzoni) e Roma (Auditorium Parco della Musica).

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