(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Economia di montagna in crisi. Sinergie locali: turismo e agroalimentare insieme per sostenere prodotti e produttori locali. Il settore zootecnico e lattiero caseario di montagna in Trentino sta attraversando una fase di crescente difficoltà, stretta tra l’aumento dei costi di produzione e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva, capace di comprimere significativamente il prezzo del latte. Il rischio concreto è quello di trovarsi di fronte a un paradosso insostenibile: produrre in perdita, con costi superiori ai ricavi.
In questo contesto si inserisce anche il recente accordo Concast per la filiera lattiero-casearia, che rappresenta un tentativo importante di dare stabilità e prospettiva al comparto. Tuttavia, è evidente che da solo non può bastare a risolvere criticità strutturali che mettono a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende di montagna.
Parliamo di un settore che non ha soltanto un valore economico, ma che svolge un ruolo essenziale nella tutela del paesaggio alpino, nella conservazione delle tradizioni e nel presidio del territorio. Allevatori, pastori, agricoltori sono custodi di un equilibrio delicato: senza di loro, le nostre montagne perderebbero quella dimensione “da cartolina” che rappresenta anche uno dei principali motori del turismo trentino.
La Provincia autonoma di Trento ha dimostrato in questi anni una forte attenzione verso il comparto, con politiche mirate e investimenti significativi, in particolare sul fronte del ricambio generazionale, che oggi colloca il Trentino tra le realtà più virtuose a livello nazionale. Un segnale importante, che testimonia consapevolezza e volontà politica.
Indispensabile è però, oggi, compiere ulteriori passi rafforzando il coinvolgimento di tutti gli stakeholder nelle politiche provinciali. Il ruolo della Provincia è fondamentale, nella misura in cui non si limiti all’erogazione di contributi economici, ma si evolva verso una funzione di guida e coordinamento, capace di promuovere informazione, diffusione di buone pratiche e strategie condivise per il rilancio del settore.
In questa prospettiva, emerge con forza una domanda: perché non sostenere concretamente il comparto incentivando il consumo di prodotti locali? Perché non costruire sinergie strutturate tra produttori e operatori del turismo? E ancora: perché non essere noi trentini i primi ambasciatori dei nostri prodotti, sostenendo chi ogni giorno lavora per mantenere vive le nostre montagne?
La risposta è altrettanto semplice: ogni scelta d’acquisto conta.
Fermarsi a riflettere su cosa si compra, su chi lo produce e sul valore che porta con sé significa contribuire attivamente alla tutela di un patrimonio collettivo. Sostenere il settore zootecnico non vuol dire solo difendere un comparto produttivo, ma anche preservare un sistema economico, un paesaggio e un’identità culturale.
Su queste basi ho predisposto una mozione che presenterò in aula il prima possibile. L’obiettivo è rafforzare la rete di relazioni capace di coinvolgere attivamente tutti i soggetti interessati da Trentino Marketing alle APT e ATA, dalle associazioni di categoria del turismo e della ristorazione e coordinamento imprenditori con il fine di individuare azioni condivise tra settore agroalimentare locale e comparto turistico per la valorizzazione dei prodotti locali incentivando l’inserimento permanente dei prodotti trentini nelle filiere turistiche.
“L’incremento del consumo di prodotti nostrani è oggi la via fondamentale per garantire stabilità economica e prospettive di sviluppo al comparto. In tale prospettiva, i trentini, sia attraverso le proprie scelte di consumo, sia tramite le attività imprenditoriali, in particolare nel settore turistico, possono oggi rafforzare il proprio sostegno all’agricoltura e alla zootecnia di montagna dando un contributo immediato e concreto al settore.”
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Antonella Brunet
Consigliera Provinciale e Regionale
Noi Trentino per Fugatti Presidente
