(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Interrogazione a risposta scritta n. 1335
GIA’ INDIVIDUATO IL NUOVO PRESIDENTE DEL CENTRO S. CHIARA?
Nell’ambito delle originalità che sembrano contraddistinguere sempre più le annose
vicende del Centro Servizi culturali “S. Chiara” di Trento, spunta adesso anche
l’autocandidatura di un personaggio dello spettacolo che pare essere “papabile” per la
presidenza dell’ente stesso, nel nuovo consiglio d’amministrazione che sta andando a
comporsi.
Al di là del dubbio buon gusto di una intervista autopromozionale, come quella apparsa
sull’edizione del 3 novembre scorso del quotidiano “L’Adige” (pag. 9 a firma L.P.), ciò che
colpisce dell’insieme e rischia di denotarne i profili ancor prima dell’avvio delle attività del
nuovo consiglio d’amministrazione è l’incredibile leggerezza con la quale una materia così
delicata viene affrontata.
L’autocandidato membro del prossimo c.d.a – e “papabile” presidente in virtù di non chiare
logiche – non solo promuove sé stesso, ma addirittura definisce una sua evebntuale
indicazione alla presidenza del Centro come “una scelta tecnica”.
Ma di quale tecnica stiamo parlando?
Il soggetto in questione, pur vantando un diploma di laurea in sociologia, quali esperienze
porta nel campo amministrativo, giuridico-economico e di gestione di organismi complessi
come il Centro “S. Chiara”? Forse non basta, per ricoprire il massimo ruolo di
rappresentanza legale di un ente pubblico-economico, essere un compositore musicale e
un “executive producer” dello spot pubblicitario di una nota marca locale di mele. Forse
servono competenze tecniche diverse e soprattutto una conoscenza dell’amministrazione
pubblica e del suo articolato funzionamento. Forse servono esperienze professionali nel
difficile mondo dell’organizzazione e e distribuzione dello spettacolo dal vivo. Forse
insomma non basta la pur buona volontà per ambire alla presidenza di un simile ente,
quando nello stesso c.d.a. potrebbero sedere figure che su tali materie vantano una
competenza professionale riconosciuto almeno a livello europeo.
L’autocandidato dichiara di non appartenere ad alcuna area politica; di conoscere qualche
assessore provinciale per avergli fornito collaborazioni tecniche e di aver presentato il suo
nominativo perché “a Trento ci tengo tanto”. Ma se questo è il criterio allora buona parte
dei residenti della città possono ambire a fare il presidente del Centro “S. Chiara”, perché
anche loro “ci tengono tanto a Trento” e non sono legati a nessuno. Eppure il suo nome,
come riferisce la stampa, viene fatto in relazione alla presidenza dell’ente e lui stesso non
smentisce, quando afferma che:”Se ci sarà questo incarico è perché faranno una scelta
tecnica”.
Forse ciò significa che non c’è gradimento sulle figure tecniche oggi presenti nell’ente,
come quella del direttore, al punto da affiancargli un altro tecnico? E’ inoltre opportuno
sottolineare che, seppur di un tecnico di alto profilo si trattasse, va da sé che il gradimento
viene espresso dalla politica dell’attuale maggioranza provinciale e quindi è impensabile
che questa figura non riscuota apprezzamento e considerazione in quell’ambito politico
che sente il candidato più vicino e collaterale alla propria linea politica.
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere
– se corrisponde al vero l’indicazione del candidato al consiglio d’amministrazione citato in
premessa, quale possibile presidente del futuro consiglio d’amministrazione del Centro
Servizi culturali “S. Chiara”;
– in caso di risposta affermativa, per quali ragioni si è fatta questa scelta ancor prima di
definire la composizione del nuovo c.d.a. dell’ente;
– quali ragioni sostengono l’indicazione di questo candidato come “scelta tecnica” e quale
significato attribuisce la Giunta provinciale alla stessa;
– se di “scelta tecnica” trattasi, ciò configura forse una sorta di “sfiducia” nell’attuale
direzione tecnica dell’ente;
– quali competenze amministrative e giuridico-economiche vanta questo candidato per
essere indicato come possibile presidente del Centro, posto che la maggior parte dei
compiti del consiglio d’amministrazione sono appunto di natura amministrativa e giuridico-
economica;
– come giudica la Giunta provinciale l’ipotesi di possibili conflitti di interesse fra questa
eventuale nomina e la professione di produttore di spettacolo esercitata dallo stesso come
sua attività primaria.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
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Lucia Maestri
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Risposta all’interrogazione n. 1335/XVII
Con riferimento all’interrogazione in oggetto si rappresenta quanto segue.
Il Presidente del neocostituito consiglio di amministrazione del Centro Santa Chiara, che ha
depositato nei termini previsti la propria candidatura, così come fatto da altri, è stato individuato
dalla Giunta provinciale del 17 novembre 2025 sulla base del curriculum professionale e
dell’esperienza altamente qualificata svolta nel settore, in seguito alla seduta della Prima Commissione.
Quanto apparso sulle testate giornalistiche nei giorni precedenti alla scelta non attiene alla sfera
decisionale della Giunta.
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dott.ssa Francesca Gerosa
Assessore all’Istruzione, Cultura,
per i giovani e per le pari opportunità
