Gentile direttore Franceschi,
una mia riflessione riguardo il congresso dei Giovani Cooperatori trentini. Sabato pomeriggio ho partecipato al congresso dei Giovani Cooperatori Trentini. Fin dal mio arrivo ho percepito un clima teso, a tratti segnato da divisioni e ostilità.
L’assemblea, chiamata a eleggere il nuovo direttivo, avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto tra diverse visioni della cooperazione trentina. Purtroppo, il dibattito si è progressivamente spostato su un piano politico, con atteggiamenti e segnali che nulla dovrebbero avere a che fare con il mondo della cooperazione.
Quella che inizialmente poteva sembrare una semplice percezione ha trovato conferma nel corso dei lavori. In particolare, la presenza del logo del Partito Democratico sullo schermo — segnalata da un partecipante — è stata liquidata con superficialità, senza che si intervenisse per rimuoverla, proseguendo invece con le votazioni. A ciò si sono aggiunti comportamenti e reazioni, tra cui esultanze e gesti simbolici, che hanno ulteriormente alimentato un clima di contrapposizione politica.
È motivo di rammarico constatare come i Giovani Cooperatori Trentini si siano trovati a operare in un contesto così divisivo. Il confronto avrebbe dovuto svilupparsi esclusivamente sulle idee e sulle prospettive per la cooperazione, non su appartenenze o dinamiche politiche esterne.
Il clima che si è venuto a creare risulta inoltre distante dallo spirito autentico della cooperazione trentina, così come promosso da Don Lorenzo Guetti, fondato su unità, solidarietà e partecipazione.
Per questo motivo, ritengo che il nuovo Consiglio direttivo debba avviare una seria riflessione interna sulle modalità con cui si è giunti a questo esito. Sarebbe auspicabile anche una chiara assunzione di responsabilità, accompagnata da scuse nei confronti dei partecipanti e dalla valutazione di eventuali dimissioni per chi ha contribuito a trasformare un momento di confronto cooperativo in uno scontro politico.
Allo stesso tempo, è opportuno che il Partito Democratico del Trentino prenda le distanze da quanto accaduto, chiarendo la propria estraneità ai fatti.
I Giovani Cooperatori Trentini devono poter operare in un clima di serenità, unità e coesione, nel pieno rispetto dei valori della cooperazione. Quanto accaduto rappresenta un segnale preoccupante, anche alla luce del clima di tensione emerso dopo l’esito delle votazioni.
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Mattia Bailo
Segretario del Consiglio Provinciale dei Giovani Provincia autonoma di Trento

