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LETTERE AL DIRETTORE

MASSIMO FASANELLI * DOLOMITI ENERGIA: «QUOTAZIONE IN BORSA, SI ACCOMPAGNI IL CAMBIAMENTO SENZA PERDERE LA CAPACITÀ TERRITORIALE DI ESSERE PROTAGONISTA»

Scritto da
11.52 - mercoledì 13 maggio 2026

Buongiorno direttore,

mi permetto di esprimere il mio pensiero sul dibattito che in questi giorni tiene banco in merito alla possibile quotazione in borsa di Dolomiti Energia, senza avere la pretesa di avere la verità in tasca, non avendo la conoscenza degli aspetti tecnici necessari al percorso che porta ad essere quotati, ma per quello che a mio modo di vedere devono essere gli obiettivi che Dolomiti Energia si dovrà porre.

Le preoccupazioni emerse attorno alla possibile quotazione in borsa sono certamente legittime e meritano un approfondimento serio, soprattutto quando si parla di gestione dell’acqua, concessioni idroelettriche e tutela del controllo pubblico. Tuttavia, a mio modo di vedere, proprio la rilevanza strategica di questi temi impone di affrontare un dibattito con uno sguardo rivolto al futuro e non limitato alla sola difesa dell’esistente.

Oggi il mercato energetico è cambiato profondamente. Le grandi utility nazionali ed europee dispongono di capacità finanziarie enormi e stanno investendo miliardi in reti, produzione rinnovabile, accumuli energetici, innovazione tecnologica ed acquisizioni. Pensare che una realtà territoriale possa rimanere competitiva senza rafforzarsi patrimonialmente rischia di essere una sottovalutazione del contesto reale in cui ci si muove.

Il punto centrale è che la perdita di competitività non comporterebbe semplicemente una riduzione del peso industriale di Dolomiti Energia, ma potrebbe tradursi nel tempo in una perdita concreta della capacità del territorio di governare direttamente settori strategici come l’energia e l’acqua. Se in futuro le concessioni idroelettriche saranno sempre più legate a gare, investimenti e capacità industriali, il rischio vero non è l’ingresso in Borsa, ma quello di perdere competitività e lasciare spazio a grandi operatori esterni molto più forti dal punto di viste economico finanziario.

Per questo motivo il tema non dovrebbe essere affrontato in termini ideologici, come un scontro “pubblico” e “privato”, ma come una strategia su quale modello possa garantire al Trentino di mantenere nel tempo il controllo delle proprie risorse strategiche. La quotazione può essere uno strumento per rafforzare Dolomiti Energia e consentirle di continuare a svolgere un ruolo centrale sul territorio, e su questo sono favorevole a condizione però che venga costruita con regole chiare e forti garanzie pubbliche. Alla presentazione del bilancio in cui la Presidente e l’Amministratore Delegato hanno presentato l’andamento degli ultimi anni, ho potuto apprezzare i risultati ottenuti ed altresì gli obiettivi strategici futuri.

Voglio quindi pensare che le preoccupazioni espresse in queste settimane possano quindi diventare un elemento utile non per bloccare il percorso, ma per migliorarlo, definendo limiti precisi alla governance privata, mantenendo una maggioranza pubblica stabile, introducendo strumenti di tutela sulle decisioni strategiche e vincoli sugli investimenti territoriali. Modelli simili esistono già in altre grandi utilities italiane partecipate dagli enti pubblici (Hera) e dimostrano che competitività industriale e controllo pubblico possono convivere.

La vera sfida, oggi, non è scegliere se cambiare o meno, ma decidere come accompagnare questo cambiamento senza perdere la capacità territoriale di essere protagonista del proprio futuro.

 

*

Il Sindaco di Pomarolo (Tn)
Massimo Fasanelli

 

 

 

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