News immediate,
non mediate!
Categoria news:
LETTERE AL DIRETTORE

IANES * REPLICA A PREGHENELLA: «COOPERAZIONE TRENTINA, È APERTA LA QUESTIONE DI QUANTO LA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA POSSA DIVENTARE DEMOCRAZIA DELIBERATIVA»

Scritto da
15.02 - mercoledì 7 gennaio 2026

Caro Giuliano,

mi scuso ancora per il ritardo con cui rispondo alla tua lettera pubblica: preso dalle festività natalizie, mi sono distratto e non ho avuto modo di leggere con attenzione – e quindi di rispondere – alle tue sollecitazioni. Lo faccio volentieri ora, dopo aver riletto più volte sia ciò che tu scrivi sia quanto avevo scritto io stesso.

Devo però chiarire un punto: mi attribuisci affermazioni che non ho mai fatto e un pensiero che non ho mai espresso. Al contrario, ho sostenuto – insieme a Poli – l’importanza di una manutenzione del concetto di democrazia. Ho anche dato ragione a Poli quando afferma (lui, non io) che sarebbe importante dare maggiore spazio ai giovani. Su questi due temi, dunque, mi sono limitato a condividere le sue argomentazioni.

Rimane invece aperta la questione di quanto la democrazia rappresentativa possa spingersi fino a diventare democrazia deliberativa. Su questo punto il dibattito è tutt’altro che chiuso. Personalmente ritengo che la decisione finale non possa essere identica per tutte le tipologie cooperative, ma debba riflettere la complessità del movimento. Se il modello della democrazia deliberativa può trovare una certa applicazione in alcune realtà – come le cooperative di comunità, sociali e di lavoro – per altre tipologie una sua adozione sic et simpliciter risulterebbe, a mio avviso, più problematica.

Nel mio editoriale, tuttavia, non affronto direttamente questa questione né esprimo giudizi di valore: mi limito a sottolineare l’importanza di una riflessione sulla democrazia. Per questo faccio fatica a comprendere la severità della tua presa di posizione nei miei confronti.

Mi sono invece permesso di dissentire – questo sì – su un solo passaggio di Poli: quello in cui egli sostiene la necessità di superare una certa “attitudine alla difesa” della cooperazione trentina. Per argomentare la mia posizione ho portato alcuni esempi concreti, come la vicenda della funivia delle mele o l’audacia dimostrata dai trentini nel non rinunciare alla costruzione di un Gruppo bancario nazionale autonomo con sede a Trento, nonostante le fortissime pressioni di autorevoli esponenti – tra cui Zamagni, che tu citi – favorevoli a un accordo con Iccrea per un gruppo unico con sede a Roma.

Consentimi ora, caro Giuliano, una considerazione finale sul diritto di tribuna e sui presunti rapporti di forza tra me e Poli. Tu mi attribuisci un potere che non ho. In un passaggio della tua lettera scrivi:

“Mi permetto di segnalare che dissentire pubblicamente da Poli sulla rivista istituzionale, senza che lui possa replicare, è esattamente quel tipo di monologo che alimenta la crisi di partecipazione”.

In un successivo post sul tuo blog rilanci e vai oltre, affermando che “[Ianes] dissente pubblicamente sulla rivista istituzionale, senza che Poli possa replicare”, aggiungendo poi: “chi ha tribuna parla, chi critica viene citato e ‘corretto’ senza diritto di replica”.

Provo a tradurre il tuo pensiero: mi consideri la “voce del padrone”, l’uomo forte che ha il potere di correggere e tacitare chi dissente – in questo caso Poli. In altri termini: io sarei Golia e Poli Davide. Su questo non sono d’accordo.

È vero: la Cooperazione Trentina mi consente di scrivere in prima pagina della sua rivista istituzionale, uno spazio che un tempo era riservato al Presidente. I vertici cooperativi me lo permettono – in modo meritato o immeritato, non sta a me giudicarlo – e lo fanno, lo confesso, anche con mio stupore, conoscendomi e conoscendo loro me: una persona caratterialmente difficile, poco malleabile, non governabile né indirizzabile, e profondamente gelosa della propria libertà di pensiero e di parola.

Tuttavia, va ricordato che a Poli – e non solo a lui – oltre all’incarico di ricerca è stato dato ampio spazio pubblico, nientemeno che in prima serata, sul palcoscenico principale dove l’intero movimento celebrava i suoi 130 anni di vita.

Lo dico a proposito di audience, visibilità e diritto di tribuna.

Ti ringrazio, Giuliano, per la tua sempre apprezzata attenzione a ciò che scrivo e faccio.

Al prossimo confronto,

 

*
Alberto Ianes

 

GIULIANO PREGHENELLA * LETTERA AD ALBERTO IANES, «NON BASTA INNOVARE, LE COOPERATIVE DEVONO GARANTIRE DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE DEI SOCI»

 

Categoria news:
LETTERE AL DIRETTORE

Per donare ora, clicca qui



© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.