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ISTITUTO CATTANEO * ” CHI HA VINTO LA PARTITA DEL GOVERNO?: LA LEGA CEDE SULL’EUROPA, IL M5S SUI DIRITTI “

Chi ha vinto la partita del governo? La prova del governo rende più concreti i programmi dei partiti. La Lega cede sull’Europa, il M5s cede sui diritti.

Il welfare è stato il terreno di incontro tra i due partiti. Il governo M5s-Lega è “eccezionale”, ma non è quello più “di destra”.

Dopo 74 giorni dalla data delle elezioni, i due partiti semi-vincitori delle elezioni politiche del 4 marzo – Movimento 5 stelle (M5s) e Lega – hanno sottoscritto un “contratto di governo” per la XVIII legislatura. Molti analisti e commentatori si sono concentrati sulla natura e sul contenuto del “contratto” stipulato dai leader dei due partiti, Di Maio e Salvini, anche per cercare di capire chi abbia ottenuto il maggiore successo in termini di proposte politiche effettivamente incluse nel programma. Tra le stesse forze politiche c’è stato chi ha definito l’eventuale governo composto da M5s e Lega come “il governo più a destra della storia repubblicana”.

Tutte queste definizioni si sono basate più su impressioni personali che non su analisi puntuali dei documenti programmatici elaborati dai partiti. Per cercare di colmare questa lacuna, l’Istituto Cattaneo ha analizzato sia i singoli programmi preparati da M5s e Lega in vista del voto del 4 marzo, sia il testo del loro “contratto per il governo del cambiamento”1. In questo modo, è possibile stabilire quanto il contratto stipulato tra le due forze politiche si sia discostato dai loro programmi elettorali e quale sia la collocazione politica – o il “colore” – del governo cosiddetto “giallo-verde”.

Il primo dato che viene esaminato riguarda la concretezza dei diversi programmi – elettorali o di governo. In particolare, ci siamo chiesti se i testi programmatici contengono (e in che misura) proposte di policy sufficientemente circostanziate, e dunque “verificabili”, oppure se al loro interno prevalgono dichiarazioni generali di principio su obiettivi da perseguire durante il mandato. Come si può notare, sia nei programmi elettorali che nel contratto di governo tra M5s e Lega prevalgono le dichiarazioni generali su finalità da perseguire piuttosto che precise proposte

politiche. Tuttavia, si osserva chiaramente che nel passaggio dalle promesse elettorali alle soluzioni di governo diminuiscono – di circa 20 punti percentuali – le affermazioni generali e aumentano le proposte politiche più concrete e “verificabili”. La prospettiva del governo rende, dunque, meno vaghi e astratti gli impegni dei partiti.

 

 

 

Se ci concentriamo esclusivamente sul testo del “contratto” di governo, possiamo vedere comunque che esistono differenze sul livello di “concretezza” delle proposte politiche in base ai settori nei quali si intende intervenire. Le proposte politiche più concrete contenute nel “contratto” tra M5s e Lega si trovano nel settore definito “legge e ordine”, vale a dire sulle questioni della sicurezza, del controllo dell’immigrazione e dell’inasprimento delle pene per determinati reati.

In questo contesto, le proposte politiche (44,1%) prevalgono sulle affermazioni di principio (55,9%). Qui è maggiormente evidente il contributo programmatico derivante dalle posizioni “securitarie” promosse dalla Lega, che sono confluite direttamente nel contratto per il governo e sulle quali sarà più facile, per gli elettori, valutare l’effettivo mantenimento delle promesse.

Ugualmente precise e circoscritte sono le soluzioni relative alle riforme istituzionali e della Pubblica amministrazione: all’incirca una proposta politica su due è infatti verificabile e sufficientemente dettagliata. Al contrario, il massimo livello di vaghezza – cioè di enunciazione di principi senza circostanziate proposte politiche – si trova nei settori della politica estera (64,4%), del lavoro (65,8%) e del welfare e dell’istruzione (66,7%).