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INTERVISTA ALLA PRESIDENTE ELINA MASSIMO (IRASE TRENTINO ALTO ADIGE SÜDTIROL)

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GUGLIELMI (FASSA) * REPLICA A COPPOLA – “NON-PROBLEMA LUPO“: « ALCUNI PASSAGGI DELLA SUA INTERROGAZIONE SONO, A MIO MODO DI VEDERE, MOLTO LACUNOSI »

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17.57 - giovedì 09 maggio 2019

Lo strumento dell’interrogazione sia essa a risposta scritta o a risposta orale è uno dei principali mezzi che il Consigliere Provinciale ha a propria disposizione per ottenere risposte da parte dell’esecutivo rispetto alle più svariate domande, perplessità, dubbi e quant’altro.

Storicamente tale strumento viene utilizzato in percentuale maggiore dai consiglieri facenti parte dell’opposizione consiliare. Di fatto nulla di strano sotto il sole, come dimostrato dal numero di atti già presentati in questi primi mesi di legislatura.

Ritengo però, ecco il senso del mio intervento, che di tale mezzo non si dovrebbe abusare e soprattutto, proprio nel rispetto delle Istituzioni e della Popolazione che chi ricopre questo ruolo debba avere, le fonti iniziali sulle quali si edificano le interrogazioni dovrebbero essere pesate, confutate e attentamente misurate; diversamente l’effetto è quello di ottenere sicuramente visibilità mediatica ma anche di far passare, magari, messaggi di allarme e di confusione agli occhi della società.

Mi riferisco, nello specifico, ad una interrogazione presentata recentemente da una Collega rispetto al “non-problema lupo”. È ovviamente per il sottoscritto, rappresentante della Comunità Ladina di Fassa, un argomento di forte interesse e ahimè di stretta attualità. Rispettando le diverse correnti di pensiero e rispettando la Collega mi permetto però di soffermarmi su alcuni passaggi a mio modo di vedere molto lacunosi della sua interrogazione.

1. La firmataria dell’interrogazione torna sul ritrovamento della carcassa di un lupo nel fiume Avisio, all’altezza di Soraga, riprendendo alcuni articoli di stampa locale dove si faceva riferimento che la carcassa del lupo fosse priva di testa e degli arti anteriori, chiedendosi come fosse possibile che l’impatto con un veicolo avesse provocato tali conseguenze e addirittura mettendo in discussione quanto dichiarato dall’Istituto preposto alle analisi.

La Collega si spinge poi a parlare addirittura di bracconaggio non ponendosi nemmeno il dubbio rispetto alla provenienza del lupo, trovato sì a Soraga ma che come supposto anche dal primo cittadino poteva essere stato trasportato dalle acque e solo nel suo comune ritrovato. Il fiume Avisio nasce a monte della Valle di Fassa ha diversi piccoli affluenti; ipotesi meno catastrofica è quella che l’animale nel turbine delle acque dove troviamo spesso massi, ramaglie e quant’altro sia stato smembrato. Perché se da Consiglieri ci spingiamo nel diventare Sherlock Holmes dobbiamo almeno avere l’elasticità mentale di pensarle tutte. Mi si potrà dire che le parti mancanti del corpo non sono state ritrovate: vero; tanto quanto non vi siano indicazioni di un atto di bracconaggio. Ora appare più semplice e rispettoso nei confronti di chi è chiamato tecnicamente ad analizzare le situazioni, credere ad un incidente stradale.

2. La Collega poi prosegue sottolineando come sia l’esecutivo stesso ad alimentare il “problema lupo” per coprire in realtà delle da lei presunte e affermate immobilità rispetto ad altri temi. Sono più volte intervenuto in aula non solo in quanto Consigliere Provinciale ma anche da semplice cittadino che vive la realtà da vicino, non da ieri ma dall’inizio, in Valle di Fassa. Mi si permetta di ribadire e di evincere come la visione di questo problema abbia diverse sfumature tra chi il lupo, seduto in poltrona nel capoluogo, lo identifica nel più mansueto Lupo Alberto, magari dichiarandolo un “non-problema” e chi invece lo vive nella medesima realtà, dove quest’inverno se lo è ritrovato a 100 metri dalla propria abitazione in centro storico, da chi riceve costantemente foto di avvistamenti e telefonate di apprensione, di chi lavora con l’alpeggio e vede vanificati i propri sforzi.

Non so se la collega si sentirebbe così sicura di affermare che: “I dati scientifici riportano che in Italia negli ultimi 200 anni non si sono mai riscontrati attacchi di lupi nei confronti dell’uomo. Di più: i lupi rifuggono l’uomo e se ne tengono ben distanti.” qualora abitasse in una realtà diversa da quella che vive nella propria quotidianità, dove questa specie, magari anche in casi isolati (ma reali) si avvicina all’asilo frequentato dai propri cari o a pochi metri da dove essi vivono. Io questa sicurezza non la ho e matematicamente nessuno la può avere. Quello che so per certo è che questo trend non voglio venga interrotto e che quindi le azioni della Giunta ma non solo della stessa, anche del Prefetto, dei rappresentanti delle amministrazioni comunali interessate siano di buon senso, di quel buon senso che solo chi ha responsabilità di governo nelle rispettive amministrazioni da buon padre di famiglia debba attuare.

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Consigliere Provinciale
Luca Guglielmi

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